Il dolore
Il Comune non paga, azienda rischia il fallimento
Fabrizio Palagi
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Il Comune di Pontremoli Ditta di Catania attende 52mila euro da Pontremoli per lavori al mattatoio
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PONTREMOLI. «Se il Comune non ci pagherà in tempo i lavori per esso eseguiti, la nostra piccola azienda rischierà di fallire: troppi, per noi, i 51.779 euro che l'amministrazione ci deve ormai da un anno e mezzo». Un invito-appello che proviene dalla lontana Sicilia, dalle pendici dell'Etna, precisamente, dove ha sede la Fertec, minuscola azienda formata da 5 persone, specializzata nella fornitura di impianti per i mattatoi. La Fertec, diretta da Biagio Ferlito, afferma di vantare un credito di circa 52mila euro a seguito delle prestazioni fornite nel periodo 2009 inizio 2010 per il Comune di Pontremoli, relative ai lavori di completamento in variante del mattatoio comunale. «Facciamo parte da anni del tessuto nazionale di settore - dce Biagio Ferlito - e ci siamo sempre distinti per l'anzianità della nostra partita Iva e per la correttezza verso i nostri clienti e fornitori, ma adesso, non per colpa nostra, rischiamo di vedere andare in fumo tutto quanto a causa di amministrazioni comunali che considerano le nostre giuste richieste come fossero dei semplici pezzi di carta. Noi rischiamo grosso dato che per la nostra azienda si profilano scadenze di pagamento verso alcuni fornitori che, a loro volta, se non saranno pagati, incapperanno in immensi guai. Da settimane, infatti, stiamo tentando di sapere se e quendo verranno liquidate dal Comune di Pontremoli le fatture già abbondantemente scadute che da tempo abbiamo a esso inviato. In ballo c'è una cifra non certo esorbitante per una città come Pontremoli, ma che per il futuro della nostra azienda si rivela essenziale, La Fertec ha lavorato in tutta Italia, dalla Sicilia al Trentino e mai, dico, ci è trovata in questa situazione. In più c'è il fattore morale che il Comune di Pontremoli non si degna neppure di risponderci. Ho parlato con esponenti della precedente e della attuale amministrazione, ma inutilmente: questi soldi non arrivano e noi rischiamo di chiudere bottega dopo vent'anni di onorata attività». Il dirigente della Fertec che ha sede in provincia di Catania, così conclude: «Questa somma non ci serve per andare in vacanza, bensì per mantenere le nostre famiglie con il minimo di dignità necessaria».
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