Il Tirreno

Satellite, la caduta potrebbe interessare Lunigiana e Garfagnana

Satellite, la caduta potrebbe interessare Lunigiana e Garfagnana

E' l'ipotesi di Luciano Anselmo, esperto del laboratorio di dinamiche dei voli spaziali del Cnr di Pisa. “Nel cielo dell'alta Garfagnana e della Lunigiana domani sera sarà visibile un grosso bolide con una scia ed una pioggia luminosa”.

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I frammenti del vecchio satellite Uars della Nasa che domani si distruggerà a contatto con l'atmosfera potrebbero cadere sulle regioni del nord d'Italia, ma in quest'area potrebbe esserci anche la Toscana.

La possibile caduta e l'opinione della Hack. L' ipotesi appare estremamente remota e la zona esatta potrà essere definita con certezza solo tra un'ora e 40 minuti prima dell'impatto al suolo, previsto tra le 21.25 e le 22.03 del 23 settembre e le 3.34 e le 4.12 del giorno dopo. Questa valutazione - che quindi assegna scarse possibilità all'ipotesi di un "impatto" materiale tra i frammento e il terreno, e rimanda tutto al momento reale dell'incontro con l'atmosfera -  è confermata al "Tirreno" dalla famosa astrofisica Margherita Hack. "La traiettoria di uno o più oggetti di quel genere - spiega - può essere prevista soltanto quando il satellite sarà relativamente vicino al suolo, entrando nell'atmosfera. A quel punto, però - aggiunge - sarebbe in ogni caso impossibile prendere provvedimenti...".  

Il parere dell'esperto del Cnr di Pisa. Ad essere interessata, dunque, dovrebbe essere solo l'area settentrionale della nostra regione in cui, a quanto ha dichiarato Luciano Anselmo, massimo esperto in rifiuti spaziali, ricercatore del laboratorio di dinamiche dei voli spaziali del Cnr di Pisa, “nel cielo dell'alta Garfagnana e della Lunigiana sarà visibile un grosso bolide con una scia ed una pioggia luminosa”. Difficile però avere la certezza di ciò che avverrà, come del resto confermano gli scienziati dopo un incontro al Comitato operativo della Protezione civile.





Quanto pesa. Ciò che per ora si sa è che il satellite pesa circa 6 tonnellate e mezzo e una volta che raggiungerà l'atmosfera terrestre si disintegrerà in decine di frammenti: questi a loro volta toccheranno il suolo a una velocità di circa 50mila Km/h. Per rendere l'idea è come se due elefanti precipitassero in contemporanea ad una velocità 17 volte più elevata di quella di un proiettile di una pistola.

Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha dichiarato che il peso dei frammenti “va dai 600 grammi ai 158 chili, ma la probabilità che uno di questi colpisca l'Italia è dello 0,9%”. Secondo Luciano Anselmo però “i frammenti sono solitamente composti da titanio, berillio ed acciaio ma nel caso del satellite Uars c'è un pezzo di alluminio molto grande che pesa circa 150 Kg che non riuscirà a fondersi totalmente a contatto con l'atmosfera”.

“In Toscana – precisa lo scienziato – negli ultimi 50 anni non è caduto nessun frammento spaziale nonostante ogni giorno sia sorvolata da circa 20mila detriti”. Intanto la Protezione civile conferma che non sono previste evacuazioni dei cittadini. Anche perché dovrebbero essere evacuate ben 20 milioni di persone. Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha anche spiegato che “ci troviamo di fronte a un evento di cui non c'è letteratura perché la stragrande maggioranza di questi frammenti cade in mare o in zone deserte. Dunque stiamo cercando di mettere in piedi per la prima volta un sistema di autoprotezione che passa innanzitutto per una informazione trasparente, chiara e tempestiva”.

Intanto la Liguria si mobilita e già domani mattina sarà allestita la sala operativa della Protezione civile che resterà aperta fino al cessato allarme.

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