Proteste
Retata tra gli Hell's Angels, 16 arresti
Ad Albiano la base della gang di bikers nel mirino della Mobile di Genova. Moto e violenza. Le accuse: rapine, aggressioni a bande rivali, estorsioni e minacce per il controllo del territorio
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ALBIANO MAGRA. Anche due sarzanesi tra gli arrestati nell'operazione condotta dalla squadra mobile di Genova all'indirizzo di un gruppo di "bikers", ossia gli amanti delle moto di grossa cilindrata ma che, in questo caso, alla passione per i motori abbinavano aggressioni a gruppi-bande rivali, non disdegnando estorsioni e minacce per meglio controllare il territorio. Una banda molto violenta che aveva tra le sue sedi anche Albiano Magra, località alternata per tale scopo con altre zone della Liguria.
Aggressioni alle bande rivali, estorsioni e minacce per il controllo del territorio, rapine ad altri motociclisti, dunque, all'insegna di una sorta di immunità, così almeno credevano i bikers, magari pensando di essere sulle strade della California emulando le bande visti in tanti film "on the road" in sella a potenti e cromatissime Harley Davidson dal mastodontico manubrio a corna di bufalo. Stazionavano tra la loro base detta "charter", appunto di Albiano) e la Liguria, i 16 appartenenti alla banda di motociclisti Hell's Angels indagati dalla Procura di Genova per estorsione e rapina.
Dei 16 bikers amanti delle Harley Davidson, 4 sono finiti in carcere e 12 sono stati colpiti da obbligo di dimora nelle rispettive città di appartenenza, tra il Savonese e la Lunigiana. Gli Hell's Angels arrestati hanno tutti incarichi apicali nella banda: Giovanni D'Andrea, 49 anni, sarzanese già noto alle forze dell'ordine, era il capo della gang e il siciliano residente a Sarzana, Pietro Messina il vice capo, mentre Giacomo Monni, 31enne di Capannori, era il "sergeant" mentre Pietro Lava, il quarto arrestato, un semplice biker. Tutti avevano sul jacket il simbolo degli Hell's Angels: il teschio alato. Solo Pietro Messina aveva potuto aggiungere al simbolo dark la frase «omertà siciliana».
Tra le aggressioni compiute quella del gruppo ai danni di 6 bikers dei Gremium, storico gruppo avverso agli Hell's Angels che aveva avuto mandato dalla gang americana di riferimento di appropriarsi del territorio genovese: sono stati accerchiati dagli Hell's Angels e costretti sotto minaccia a strapparsi i colori, ovvero le insegne dai giubbotti e consegnarle al capo degli Hell's. La squadra mobile di Genova è riuscita a incastrare i bikers. Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati 18 grammi di cocaina, due katane giapponesi e un pitone di 5 metri. Le gesta degli Hell's Angel non sono nuove alle cronache apuo-liguri dato che già nel giugno 2009 una indagine condotta dalla squadra mobile di Massa.
Una indagine locale che portò ad arresti e sequestro di armi in un'abitazione di Albiano, a seguito di una estesa a livello nazionale. All'epoca finirono in carcere ben 24 membri degli Hell's Angels, gruppo di centauri conosciuto in tutto il mondo: dietro le sbarre finirono anche il sarzanese Giovanni D'Andrea e un altro membro del charter Liguria, Giacomo Monni, residente a Capannori. Ma le indagini della squadra mobile di Massa non finirono qui, puntando così su altri centauri. I charter, secondo gli inquirenti, erano dei veri e propri quartieri generali.
Nell'abitazione di D'Andrea, a Sarzana, vennero trovati alcuni coltelli, poi sequestrati dagli agenti più per un atto dovuto che per altro. Non è reato avere nella propria abitazione armi di quel tipo, ma l'ordine della Procura di Verona, da cui partì l'indagine, era quello di prendere tutto il materiale che veniva trovato nelle case degli indagati. Tra le accuse che condussero agli arresti, la partecipazione a una rissa avvenuta all'esterno della fiera di Verona dove era in corso una expo di moto. F.P.
Aggressioni alle bande rivali, estorsioni e minacce per il controllo del territorio, rapine ad altri motociclisti, dunque, all'insegna di una sorta di immunità, così almeno credevano i bikers, magari pensando di essere sulle strade della California emulando le bande visti in tanti film "on the road" in sella a potenti e cromatissime Harley Davidson dal mastodontico manubrio a corna di bufalo. Stazionavano tra la loro base detta "charter", appunto di Albiano) e la Liguria, i 16 appartenenti alla banda di motociclisti Hell's Angels indagati dalla Procura di Genova per estorsione e rapina.
Dei 16 bikers amanti delle Harley Davidson, 4 sono finiti in carcere e 12 sono stati colpiti da obbligo di dimora nelle rispettive città di appartenenza, tra il Savonese e la Lunigiana. Gli Hell's Angels arrestati hanno tutti incarichi apicali nella banda: Giovanni D'Andrea, 49 anni, sarzanese già noto alle forze dell'ordine, era il capo della gang e il siciliano residente a Sarzana, Pietro Messina il vice capo, mentre Giacomo Monni, 31enne di Capannori, era il "sergeant" mentre Pietro Lava, il quarto arrestato, un semplice biker. Tutti avevano sul jacket il simbolo degli Hell's Angels: il teschio alato. Solo Pietro Messina aveva potuto aggiungere al simbolo dark la frase «omertà siciliana».
Tra le aggressioni compiute quella del gruppo ai danni di 6 bikers dei Gremium, storico gruppo avverso agli Hell's Angels che aveva avuto mandato dalla gang americana di riferimento di appropriarsi del territorio genovese: sono stati accerchiati dagli Hell's Angels e costretti sotto minaccia a strapparsi i colori, ovvero le insegne dai giubbotti e consegnarle al capo degli Hell's. La squadra mobile di Genova è riuscita a incastrare i bikers. Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati 18 grammi di cocaina, due katane giapponesi e un pitone di 5 metri. Le gesta degli Hell's Angel non sono nuove alle cronache apuo-liguri dato che già nel giugno 2009 una indagine condotta dalla squadra mobile di Massa.
Una indagine locale che portò ad arresti e sequestro di armi in un'abitazione di Albiano, a seguito di una estesa a livello nazionale. All'epoca finirono in carcere ben 24 membri degli Hell's Angels, gruppo di centauri conosciuto in tutto il mondo: dietro le sbarre finirono anche il sarzanese Giovanni D'Andrea e un altro membro del charter Liguria, Giacomo Monni, residente a Capannori. Ma le indagini della squadra mobile di Massa non finirono qui, puntando così su altri centauri. I charter, secondo gli inquirenti, erano dei veri e propri quartieri generali.
Nell'abitazione di D'Andrea, a Sarzana, vennero trovati alcuni coltelli, poi sequestrati dagli agenti più per un atto dovuto che per altro. Non è reato avere nella propria abitazione armi di quel tipo, ma l'ordine della Procura di Verona, da cui partì l'indagine, era quello di prendere tutto il materiale che veniva trovato nelle case degli indagati. Tra le accuse che condussero agli arresti, la partecipazione a una rissa avvenuta all'esterno della fiera di Verona dove era in corso una expo di moto. F.P.
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