Il Tirreno

Tragedia. L’uomo aveva moglie e tre figli: finora non è arrivato alcun risarcimento. Ora si spera nella causa civile

Morte sul lavoro, il processo va in prescrizione

Gabriele Dini
Il sindaco Pucci sul luogo della tragedia nel 2003
◗
Il sindaco Pucci sul luogo della tragedia nel 2003

Fra gli imputati c'era anche il sindaco Pucci, datore di lavoro della vittima dell'infortunio

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. Oltre 7 anni senza avere né giustizia, né risarcimenti. E per la morte di Romano Tonarelli, 43 anni l'operaio massese che nel 2003 rimase schiacciato in una segheria a Castelnuovo Magra, non ci saranno responsabili. Il Tribunale di Sarzana ha chiuso il procedimento l'11 luglio: i reati sono caduti in prescrizione. Tra gli imputati, con l'accusa di omicidio colposo, anche il sindaco Pucci.  La sentenza emessa dal giudice Roberto Bufo l'11 luglio scorso parla chiaro: la morte di Tonarelli è avvenuta più di sette anni fa. E così gli imputati hanno potuto avvalersi delle norme sulla prescrizione così come è previsto dal codice penale.  Davanti al giudice, su richiesta dei pubblici ministeri Luca Monteverde e Maurizio Caporuscio, erano comparsi Roberto Pucci, coinvolto nella vicenda in quanto titolare della ditta Protec (della quale era dipendente Tonarelli), Gabriele Rizzolo, responsabile del personale di Protec, Franco Roberti e Maurizio Olmi della Gaspari & Menotti e poi i rappresentanti della ditta Verdini Marble. Per tutti l'accusa era di omicidio colposo.  Finora ai familiari della vittima - assistiti dall'avvocato Alessandro Pasquini dello studio associato Menchini - non è stata riconosciuto alcun risarcimento economico. La famiglia - al momento della morte Tonarelli aveva già due figli e la moglie era incinta - non si è costituita parte civile nel procedimento penale.  Una causa civile con una richiesta danni è tuttora in corso al tribunale di Massa. Un'udienza è stata fissata dal giudice Antonella Dragotto per metà dicembre. I legali della famiglia hanno chiesto un risarcimento di oltre un milione di euro. Ma la mancanza di una sentenza penale che riconosca un colpevole renderà più difficile ottenere risarcimenti. A complicare ulteriormente la situazione è il fallimento della ditta Verdini avvenuto nel 2004. E'proprio in un capannone dell'azienda di Castelnuovo Magra che nel maggio 2003 è avvenuta la tragedia.  La vicenda. Quella mattina Romano Tonarelli, dipendente della ditta Protec di Massa era impegnato a montare un macchinario per la resinatura e la lucidatura del marmo (costruito dalla Gaspari & Menotti) venduto da Protec a Verdini. All'improvviso, mentre l'operaio si trovava su un elevatore, è stato azionato un carro ponte. Il pesante macchinario ha investito Tonarelli schiacciandolo. Sul posto intervennero immediatamente i soccorritori e i carabinieri che aprirono un'inchiesta affidata al pm Maurizio Caporuscio. Anche l'Asl ha effettuato dei rilievi poi utilizzati in fase processuale.  Ma il tempo evidentemente non è bastato a stabilire eventuali responsabili di quell'ennesima morte sul lavoro. Il processo per la morte dell'uomo è iniziato nel gennaio del 2006. E da allora non è stato possibile arrivare a una sentenza. Così sulla vicenda alla fine è caduta la scure della prescrizione.  Pucci è stato difeso dall'avvocato Adriano Martini, Roberti e Olmi dall'avvocato Andrea Corradino, Rizzolo dall'avvocato Gianfranceschi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa