Il Tirreno

L'Asl era a conoscenza dei falsi dal 2009

Il sostituto procuratore Federico Manotti, titolare dell’indagine
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Il sostituto procuratore Federico Manotti, titolare dell’indagine

La referente dell'ospedale era stata avvertita dai carabinieri

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 MASSA. Era l'inizio di ottobre di due anni fa, quando i Nas di Livorno chiedono spiegazioni per la mancata registrazione degli specialist nei registri della sala operatoria di Ortopedia. L'interlocutore dei militari è la dottoressa Paola Antonioli, referente dell'ospedale per la direzione sanitaria di presidio. Le dicono quali sono i giorni in cui loro hanno certificato la presenza in sala degli specialist e le dicono che però in nessun atto dell'ospedale viene ufficializzato. Antonioli comunica che è in corso di definizione la procedura di approntamento di un registro degli accessi di personale estraneo nel blocco operatorio: «A breve diventerà operativa». Da due anni, almeno, l'Asl sapeva quindi degli agenti fantasma. Ma nessun provvedimento è stato preso nei confronti dei medici. Questi i nomei dei professionisti finiti nel registro degli indagati: Bernardo Pavolini, 58 anni, di Forte dei Marmi; Alberto Sancin, 49 anni, di Montignoso; Gian Filippo Ceravolo, 62 anni, di Massa; Rosario Passalacqua, 50 anni, di Massa: Egisto Brocchini, 57 anni, di Massa. Ieri l'Azienda sanitaria ha annunciato che è stata aperta un'indagine interna.  Il precedente. L'Asl di Livorno invece si era comportata diversamente l'anno scorso con il primario di Ortopedia dell'ospedale labronico Mario Spinelli. Lo ha sospeso per cinque mesi. Il provvedimento dell'Asl 6, di carattere disciplinare, ha anticipato ogni decisione della procura: al primario la direzione contestava «una gestione eccessivamente disinvolta del reparto».  L'intervento dall'alto. Si è mosso anche un politico per cercare di bloccare l'indagine sugli specialist nella sala operatoria dell'ospedale massese. Era stata ventilata un'interrogazione per frenare la procura massese, ma gli inquirenti sono andati avanti e in questi giorni hanno notificato la conclusione del loro lavoro agli undici indagati.  Le pressioni. Quando si è saputo della soffiata degli infermieri a Nas sono partite le prime ritorsioni nei confronti di chi si sospettava potesse essere la gola profonda. Ci sono state anche due denunce nei confronti di un infermiere, l'accusa era di falso e riguardava un lavoro svolto in reparto. La procura ha indagato anche su queste contestazioni, ma ha archiviato. L'infermiere poi ha chiesto il trasferimento in un'altra sede.

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