La manifestazione
«Erano come chirurghi»
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A sinistra il primario del reparto di Ortopedia e traumatologia Pavolini, nella foto accanto il SS Giacomo e CristoforoIl racconto ai Nas sugli abusi degli specialist in sala
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MASSA. A comunicare agli specialist - come vengono chiamati in gergo sanitario gli agenti di commercio che promuovevano e vendevano le protesi - la data e l'ora dell'intervento erano il caposala di Ortopedia e traumatologia o, se questo non c'era lui, un infermiere che svolgeva le sue mansioni. Gli agenti di commercio arrivavano all'ospedale Santi Giacomo e Cristoforo e si comportavano come gli altri componenti della equipe medica: prima dell'operazione si lavavano le mani, indossavano gli indumenti sterili ed entravano assieme al chirurgo. E addirittura stendevano il telo sul paziente. Poi, mentre il camice bianco operava insieme al suo aiuto, lo specialist svolgeva le seguente mansioni: «Aspirava il sangue, eseguiva manovre di riduzione dell'arto del paziente che consistono in una prova di applicazione della protesi».
Tutto virgolettato perché è quanto detto da uno degli infermieri ai carabinieri del Nas di Livorno. Il testimone differenzia i comportamenti degli agenti di commercio, spiegando ai militari che Andrea Barbieri e Federica Nascetti hanno soltanto divaricato le ferite, in quanto chiamate ad applicare delle placche e quindi protagoniste di operazioni mini invasive.
L'omertà. Lo stesso infermiere squarcia l'omertà che c'era prima delle sue dichiarazioni, circostanziando altre condotte anomale degli specialist: «Stefano Locciola, Andrea Puccinelli, Valter Ghezzi e Piercarlo Moscatelli, su indicazioni del chirurgo, asciugavano il sangue con i tamponi, divaricavano le ferite tenendo in mano il divaricatore, effettuavano l'emostasi con l'elettrobisturi mentre il chirurgo con la pinza teneva fermo il vaso sanguigno e indicava allo specialist di procedere alla coagulazione». A questo punto i carabinieri gli chiedono dei registri della sala operatoria e lui svela un'altra verità: «La presenza degli agenti di commercio non viene documentata in alcun modo e non sono in grado di ricordare le date della loro presenza». L'infermiere però rivela che il giorno prima delle sue deposizioni uno degli specialist aveva partecipato all'applicazione di un ginocchio.
Il secondo interrogatorio. Mentre nella prima tornata di deposizioni la maggior parte degli infermieri sta piuttosto abbottonata («Gli specialist? Mai visti in sala»), nella seconda quando si vedono mettere davanti i registri della sala operatoria e i riscontri raccolti dal nucleo dell'Arma cominciano a collaborare, facendo i nomi degli agenti e delle ditte che rappresentano: «Erano presenti Valter Ghezzi insieme a un collega, entrambi si sono lavati e vestiti e si sono messi accanto al tavolo operatorio». Sono sempre gli infermieri a dire ai Nas che l'Asl, dopo che in ospedale ormai tutti sanno che c'è un'indagine, ha istituito un registro in cui viene annotato il nome dello specialist. Nonostante questo, gli specialist «continuano a divaricare e aspirare le ferite dei pazienti».
Le foto. I Nas per essere sicuri di indagare le persone giuste hanno seguito e fotografato per un periodo gli specialist che andavano avanti e indietro dall'ospedale Santi Giacomo e Cristoforo di Massa. E le mostrano agli infermieri. Da qui nasce l'accusa di esercizio abusivo della professione sanitaria per i sei agenti di commercio finiti nell'inchiesta: Valter Giorgio Ghezzi, 49 anni, di Milano; Maurizio Lazzarotti, 58 anni, di Massa; Stefano Locciola, 51 anni, di Villafranca in Lunigiana; Pier Carlo Moscatelli, 54 anni, di Carrara; Federica Nascetti, 47 anni, di Chiavari (Genova); Andrea Puccinelli, 45 anni, di Pisa.
Niente telecamera. I Nas hanno tentato di acquisire le immagini degli interventi in cui veniva contestata la presenza degli agenti di commercio. Ma l'Azienda sanitaria ha detto che non esisteva alcuna telecamera in sala operatoria, così quella che poteva essere la prova regina è venuta a mancare.
Tutto virgolettato perché è quanto detto da uno degli infermieri ai carabinieri del Nas di Livorno. Il testimone differenzia i comportamenti degli agenti di commercio, spiegando ai militari che Andrea Barbieri e Federica Nascetti hanno soltanto divaricato le ferite, in quanto chiamate ad applicare delle placche e quindi protagoniste di operazioni mini invasive.
L'omertà. Lo stesso infermiere squarcia l'omertà che c'era prima delle sue dichiarazioni, circostanziando altre condotte anomale degli specialist: «Stefano Locciola, Andrea Puccinelli, Valter Ghezzi e Piercarlo Moscatelli, su indicazioni del chirurgo, asciugavano il sangue con i tamponi, divaricavano le ferite tenendo in mano il divaricatore, effettuavano l'emostasi con l'elettrobisturi mentre il chirurgo con la pinza teneva fermo il vaso sanguigno e indicava allo specialist di procedere alla coagulazione». A questo punto i carabinieri gli chiedono dei registri della sala operatoria e lui svela un'altra verità: «La presenza degli agenti di commercio non viene documentata in alcun modo e non sono in grado di ricordare le date della loro presenza». L'infermiere però rivela che il giorno prima delle sue deposizioni uno degli specialist aveva partecipato all'applicazione di un ginocchio.
Il secondo interrogatorio. Mentre nella prima tornata di deposizioni la maggior parte degli infermieri sta piuttosto abbottonata («Gli specialist? Mai visti in sala»), nella seconda quando si vedono mettere davanti i registri della sala operatoria e i riscontri raccolti dal nucleo dell'Arma cominciano a collaborare, facendo i nomi degli agenti e delle ditte che rappresentano: «Erano presenti Valter Ghezzi insieme a un collega, entrambi si sono lavati e vestiti e si sono messi accanto al tavolo operatorio». Sono sempre gli infermieri a dire ai Nas che l'Asl, dopo che in ospedale ormai tutti sanno che c'è un'indagine, ha istituito un registro in cui viene annotato il nome dello specialist. Nonostante questo, gli specialist «continuano a divaricare e aspirare le ferite dei pazienti».
Le foto. I Nas per essere sicuri di indagare le persone giuste hanno seguito e fotografato per un periodo gli specialist che andavano avanti e indietro dall'ospedale Santi Giacomo e Cristoforo di Massa. E le mostrano agli infermieri. Da qui nasce l'accusa di esercizio abusivo della professione sanitaria per i sei agenti di commercio finiti nell'inchiesta: Valter Giorgio Ghezzi, 49 anni, di Milano; Maurizio Lazzarotti, 58 anni, di Massa; Stefano Locciola, 51 anni, di Villafranca in Lunigiana; Pier Carlo Moscatelli, 54 anni, di Carrara; Federica Nascetti, 47 anni, di Chiavari (Genova); Andrea Puccinelli, 45 anni, di Pisa.
Niente telecamera. I Nas hanno tentato di acquisire le immagini degli interventi in cui veniva contestata la presenza degli agenti di commercio. Ma l'Azienda sanitaria ha detto che non esisteva alcuna telecamera in sala operatoria, così quella che poteva essere la prova regina è venuta a mancare.
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