Il Tirreno

Auto blu con baby sitter

L’auto blu della Provincia e la baby sitter con la bambina
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L’auto blu della Provincia e la baby sitter con la bambina

L'assessore: "Quale scandalo, devo allattare"

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 MASSA. Le porte dell'Audi blu di rappresentanza della Provincia si aprono, scende una giovane donna con un bambino in braccio. La donna non è un'assessore e neanche una dirigente.  La scena si svolge nel cortile di Palazzo Ducale; un anonimo, forse un dipendente dell'amministrazione provinciale, la segue dal loggiato sovrastante, scatta alcune foto con il telefonino, che poi fa girare via e-mail e su Facebook.  Le immagini arrivano anche all'indirizzo di Gianni Musetti esponente della Gioventù italiana. Il quale non ci mette molto a denunciare: «Vedere queste cose fa pensare che qualche figura istituzionale sta utilizzando quel mezzo come auto di famiglia e non per usi istituzionali. Questi sono i classici comportamenti che creano antipatia verso la classe politica. Evidentemente qualcuno, in Provincia si sente come a casa propria, includendo nelle proprietà anche l'auto blu e l'autista».  Un caso di utilizzo privato di una cosa pubblica? In un certo senso sì. Ma senz'altro meno "scandaloso" di quanto Musetti ipotizzi. Anzi, a sentire la protagonista della vicenda, un caso in cui il privato e il pubblico "devono" trovare un punto di incontro.  La ragazza immortalata è, infatti, la baby sitter dell'assessore provinciale Sara Vatteroni. Il bebè che tiene fra le braccia è la figlia più piccola dell'assessore.  «Sì è così: le foto ritraggono mia figlia e la baby sitter. Ma non c'è alcun abuso in tutto questo - spiega la Vatteroni - Sono la prima a dire che l'uso a sproposito delle auto blu è da condannare. Mi muovo sempre con la baby sitter, che naturalmente pago a mie spese, perché ho una bambina di due mesi. E l'auto la uso solo per motivi di servizio».  La Vatteroni rivendica, anzi, il diritto a farsi accompagnare dalla baby sitter: «Sono una mamma che fa politica. Ho tre figli. L'ultima è nata circa due mesi fa e deve essere allattata al seno ogni due ore. Da quando sono stata in grado di farlo, ho ricominciato a seguire le attività amministrative perché il nostro territorio ha bisogno di amministratori responsabili. Mi sono presentata a incontri e conferenze stampa con la mia bambina perché è imprtante che stia con me. Ma è anche importante il ruolo che ricopro. In Italia d'altronde non si aiutano le madri che vogliono tornare al lavoro».  La Vatteroni, infine, si dice stupita che «una persona giovane come Musetti, indipendentemente dalla forza politica di cui fa parte, si presti a una polemica del genere. Mi piacerebbe sapere chi gli ha inviato quelle foto. È stupefacente che si critichi una donna con ruolo politico che decida di portarsi dietro il figlio. All'estero è una cosa normale».

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