Sicurezza
Sottotetti, rischio di flop: non sono state presentate domande di abitabilità
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Uno dei tanti sottotetti delle abitazioniA maggio il consiglio aveva varato la norma, il Comune sperava d'incassare nuovi oneri di urbanizzazione
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CARRARA. Forse sarà troppo presto per una vera svolta nell'edilizia, ma da maggio scorso, cioè da quando il consiglio comunale ha approvato all'unanimità la possibilità per i carraresi di abitare nei loro sottotetti (con determinati requisiti per poter presentare la Dia, cioè la dichiarazinoe di inizio lavori), non sono state presentate domande. Neppure una. Solo qualche contatto con gli uffici dell'urbanistica, da parte di imprese o di singoli professionisti. Tanto per tastare il terreno. E di conseguenza il Comune, al momento, non ha neppure un'idea vaga se introiterà nuovi oneri di urbanizzazione oppure no. Eppure di sottotetti è pieno il territorio. Per poterne abitare uno (da considerare annesso al resto della casa) mediamente di 60 metri quadrati, bisogna pagare circa cinquemila euro di oneri di urbanizzazione. Quella che sembrava una grande occasione data dal Comune alle necessità abitative, rischia di risolversi in un flop: almeno per la casse municipali. Preferiscono tutti mantenersi le soffitte? La spesa della trasformazione edilizia è giudicata troppo onerosa dalle famiglie in questi tempi di crisi economica? O forse gioca un ruolo anche l'abusivismo? Di fatto, il sottotetto può diventare abitabile se corrisponde a requisiti dettati dalla variante all'art. 9 delle Norme tecniche di attuazione del regolamento urbanistico. E ciò in virtù del fatto che il consiglio comunale, a maggio, ha recepito la legge regionale 5/2010 su"Norme per il recupero abitativo dei sottotetti". La filosofia è quella di non ampliare, ma di inglobare parti edilizie esistenti (cioè non devono nascere appartamenti autonomi dal resto della casa). Il vantagigo è quello di poter avere un altro pezzo di casa abitabile, e in coso di vendita, un valore in più. Ma la trasformazione è consentita solo per i sottotetti già esistenti al momento in cui è uscita la legge regionale n. 5 dell'8 febbraio 2010, o in via di realizzazione a quell'epoca. Quelli successivi non rientrano nella nuova norma comunale. Ricordiamo alcuni elementi per la trasformazione: l'altezza minima del vano sottotetto deve essere di 2,30 metri; nelle frazioni montane l'altezza scende a 2,10. Si potranno aprire finestre purché non contrastino con le norme di salvaguardia sugli edifici storici. Quale risposta daranno i carraresi, a proposito dei sottotetti, alla possibilità data dalla legge regionale n. 5 del 2010? Una legge finalizzara al risparmio del suolo, alla sostenibilità delle attività edilizie, alla valorizzazione delle attività di recupero del patrimonio edilizio esistenze, anche attraverso interventi tecnologici per il contenimento dei consumi energetici degli edifici. Insomma, opere edilizie senza ricorrere alle sopraelevazioni, e nel rispetto dei requisiti igienico sanitari fissati dalla normativa nazionale.
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