Attenzione
«Rom alla Jare? No grazie»: assemblea a Turano
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Ecco il terreno dove sorgerà il campo nomadi Domani gli abitanti faranno partire la raccolta di firme contro il nuovo insediamento
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MASSA. Assemblea pubblica domani alle 18.30 nel piazzale del mercato delle Jare a Turano. La organizza il consigliere comunale Stefano Benedetti e l'argomento è la nascita di un nuopvo campo rom in quella zona. «La giunta comunale di Massa - scrive l'azzurro - ha deliberato di affittare un terreno demaniale in via delle Jare per realizzare l'accesso carrabile alla proprietà comunale dove sorgerà il nuovo campo nomadi di Massa. Questi signori hanno deciso sopra la testa dei cittadini, evitando qualsiasi dibattito o consultazione con i residenti, di chiudere il campo nomadi di Mirteto e di spostarlo perché le famiglie del parcheggio vivono in gravi condizioni igienico-sanitarie, con particolare riferimento alla tutela dei numerosi minori presenti, e per motivi di sicurezza determinati dall'ampliarsi del campo. Nulla in contrario per quanto riguarda la rimozione del campo del Mirteto, ma non è inaccettabile la scelta del sito di Turano e il metodo con cui è stata intrapresa». E aggiunge Benedetti: «Anziché eliminare il già pesante degrado ambientale della zona delle Jare, la giunta Pucci in occasione del secondo compleanno del campo di Mirteto, ha voluto regalare un nuovo accampamento accanto a un canale e in una zona considerata a basso impatto ambientale, di fronte a un ospedale e adiacente al mercato ortofrutticolo. Il tutto a spese nostre: messa in sicurezza e pulizia dell'area, box e servizi igienici, illuminazione, gas ed energia elettrica, nonché l'affitto dell' area demaniale che costa 1.175,52 euro per i primi sei anni, più il deposito cauzionale e l' imposta di registro. Ma la cosa più originale è che, stranamente, in questa zona non abita nessun assessore di quelli che hanno votato la delibera e che, al contrario, il perimetro dell' area interessata dal nuovo insediamento è densamente abitato da normali e onesti cittadini che rifiutano la convivenza (imposta) con nomadi che fino ad oggi non si sono mai integrati per libera scelta, e non sono più disposti ad accettare il persistente degrado della zona». Giuoventù italiana. Il progetto del campo rom alle Jare viene contestato anche dall'associazione Giuoventù italiana. «Non comprendiamo per quale ragione si debba disporre tale spazio esclusivamente ai nomadi - scrive il segretario comunale Lorenzo Ricci -, quando centinaia di persone sono costrette a vivere per le strade in condizioni ben peggiori delle loro. Non sono forse meritevoli di attenzione quest'ultime? Senza contare il fatto che tale iniziativa non avrà grandi effetti, se non per un tempo limitato: è evidente come, istituendo un campo adibito alle loro persone, altri nomadi si sentiranno legittimati ad insediarsi nelle nostre zone, aumentando così di numero e occupando ben presto tale spazio, per poi ricollocarsi inevitabilmente in spazi cittadini non idonei, ricreando così anche il problema sanitario per residenti e non, ma su più larga scala».
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