Il Tirreno

Crociere e porticciolo: 1300 posti

Cinzia Carpita
Crociere e porticciolo: 1300 posti

Li prevede, con un boom economico, uno studio voluto dalla Port Authority

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 MARINA DI CARRARA. Mille e trecento nuovi posti di lavoro nel nostro territorio: li dovrebbero assicurare la realizzazione del porto turistico fra le foci del Carrione e del Lavello, e la costruzione del terminal crociere nello scalo commerciale che sarà ampliato secondo il futuro piano regolatore portuale. E' la previsione dell'impatto occupazionale ed economico locale delle due infrastrutture, che dovrebbero far ricadere annualmente sulla provincia una pioggia di milioni: 26 (a regime in sei anni) il comparto crociere, e circa 16 la nautica da diporto. Lo dice - al di là di chi è favofrevole o contrario alla stazione passeggeri e al porto turistico a levante) - uno studio esclusivamente tecnico commissionato dalla Port Authority alla società romana SL&A Turismo e Territorio.  Lo studio è stato illustrato ieri dal deottor Stefano Landi al comitato portuale (per il quale era presente anche il sindaco Zubbani) e poi alla stampa. Ma il presidente della Camera di commercio, Norberto Ricci, ha contestato: «Non sono d'accordo sul fare queste conferenze stampa.... ora tutti cominceranno a telefonare per i posti di lavoro». Ha salutato i presenti e se n'è andato.  Il presidente dell'autorità portuale, Luigi Guccinelli, si è affrettato a specificare che lo studio, al di lè dei numeri occupazionali, conferma la «credibilità del territorio ad accogliere queste strutture». «Sì - ha detto Landi - tutto questo si può fare. L'importante è il come».  Le crociere. Il mercato crocieristico, ha detto Landi, è in forte competizione fra porti e fra compagnie turistiche, anche se da un paio di anni è rallentato. Ma l'area di Marina è appetibile, e ci sono buone prospettive per un possibile terminal attivo fra aprile e ottobre (196 giorni), per navi da 2000 passeggeri (non di più), che arrivino in una banchina specializzata: il primo anno 2 la settimana, aumentando fino a garantire l'attracco di una al giorno (il sesto anno), ipotizzando inizio e fine crociere. I viaggiatori salirebbero da 112mila il primo anno a 392mila il sesto.  E' stato considerato che in genere il 33% dei passeggeri scende a terra ma torna a bordo per il pranzo; il 33% va a fare escursioni nelle città d'arte. Ma l'obiettivo, per lo sviluppo locale, è quello di farli restare il più possibile in loco. Si calcola che su 2000 passeggeri, ci siano giornalmente 600 imbarchi-sbarchi. Sperando che molti pernottino a terra prima del giorno di reimbarco, «questa massa di crocieristi - dice lo studio - potrebbe impegnare 300 camere alberghiere», a 4 stelle, con comfort analoghi a quelli offerti dalla nave. Si stima una spesa media fra pernottamenti, ristorazione e altri costi, di 100 euro a passeggero: per cui l'impatto economico sul nostro territorio al sesto anno di attività del terminal portuale, ammmonterebbe a oltre 13 milioni di euro.  Che salirebbero a 16 milioni, aggiungendovi la quota di spesa nel caso che i crocieristi prenotino escursioni locali (ipotesi di 2,9 milioni di euro il sesto anno).  Lo studio si spinge oltre, sommandovi anche l'impatto economico totale, compreso l'indotto: arriviamo a 38 milioni di euro. E un'occupazione che lieviterebbe dai 233 addetti il primo anno, fino a 816 il sesto, con un trend positivo annuale di un centinaio di unità.  L'Alto Tirreno è una delle aree più appetibili d'Italia, e il porto di Marina, secondo Landi, risulta in buona posizione strategica.  Il comitato portuale si riunirà, ha annunciato Guccinelli, prima di novembre per un aggiornamento sul piano regolatore portuale che è in corso di elaborazione da parte dei professionisti incaricati, e che terrà conto anche dello studio della SL&A. «Il 2012 sarà un anno fondamentale».

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