Lutto
Spacciavano in una scuola, in tre patteggiano
Spacciavano droga in una scuola professionale di Marina di Carrara e stamani tre giovani hanno patteggiato la pena davanti al gip Ermanno De Mattia in tribunale a Massa
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Spacciavano droga in una scuola professionale di Marina di Carrara e stamani tre giovani hanno patteggiato la pena davanti al gip Ermanno De Mattia in tribunale a Massa: ad uno studente di 19 anni, che frequentava la stessa scuola dove avveniva lo spaccio, è stata applicata la pena di tre anni di reclusione (da scontare agli arresti domiciliari), tre anni e due mesi per un disoccupato di 21 anni e due anni e 8 mesi per un cavatore di 35 anni.
I tre erano stati arrestati il 21 settembre dello scorso anno dagli agenti del commissariato di Carrara che avevano condotto le indagini assieme ai colleghi della squadra mobile di Massa. L'operazione 'Pablo' dal soprannome dello studente, era durata ben 5 mesi e la polizia era riuscita a ricostruire i dettagli del giro di droga. Fuori dell'istituto e anche durante la ricreazione, aveva accertato la polizia, veniva smerciata droga di tutti i tipi: cocaina, eroina, hashish e marijuana. Un quartino di coca costava 50 euro, l'hashish veniva smerciato a 20-30 euro.
Le indagini, che si sono avvalse di tecnologie sofisticate, erano scattate dopo una segnalazione da parte dello stesso istituto. Strani movimenti durante l'orario di ricreazione avevano allarmato il personale scolastico. I tre, poi, al telefono parlavano in codice con i loro acquirenti: «portami una bottiglietta di shampoo» stava in realtà a significare la richiesta di cocaina, «dammi quelle sigarette, ma quelle più buone», voleva far capire la qualità dello stupefacente. Durante le perquisizioni nelle abitazioni dei tre arrestati erano stati sequestrati 100 grammi di hashish e 20 semi di canapa indiana.
I tre erano stati arrestati il 21 settembre dello scorso anno dagli agenti del commissariato di Carrara che avevano condotto le indagini assieme ai colleghi della squadra mobile di Massa. L'operazione 'Pablo' dal soprannome dello studente, era durata ben 5 mesi e la polizia era riuscita a ricostruire i dettagli del giro di droga. Fuori dell'istituto e anche durante la ricreazione, aveva accertato la polizia, veniva smerciata droga di tutti i tipi: cocaina, eroina, hashish e marijuana. Un quartino di coca costava 50 euro, l'hashish veniva smerciato a 20-30 euro.
Le indagini, che si sono avvalse di tecnologie sofisticate, erano scattate dopo una segnalazione da parte dello stesso istituto. Strani movimenti durante l'orario di ricreazione avevano allarmato il personale scolastico. I tre, poi, al telefono parlavano in codice con i loro acquirenti: «portami una bottiglietta di shampoo» stava in realtà a significare la richiesta di cocaina, «dammi quelle sigarette, ma quelle più buone», voleva far capire la qualità dello stupefacente. Durante le perquisizioni nelle abitazioni dei tre arrestati erano stati sequestrati 100 grammi di hashish e 20 semi di canapa indiana.
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