Il Tirreno

Il Suv è ammaccato, ma non è in carrozzeria

I segni fatti dalla scientifica davanti al cancello
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I segni fatti dalla scientifica davanti al cancello

Continua la caccia dei carabinieri al fuoristrada: l'impressione è che si trovi in un garage in città

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 MASSA. In mano hanno già diverse cose i carabinieri: un paio di numeri e una lettera della targa, l'identikit del pirata della strada (capelli brizzolati e tarchiatello) e il modello della vettura che ha ucciso l'avvocato Diego Prandina, 48 anni, in via dei Mori (un Suv di marca orientale di colore scuro). Eppure sono già passati diversi giorni e non ci sono novità.  L'inchiesta sabato si è arricchita di un tassello importante: il risultato dell'autopsia eseguita dal medico legale Maurizio Ratti. L'esame ha acecrtato che l'avvocato spezzino è morto per lo sfondamento del cranio. Sfondamento provocato dalla ruota posteriore del Suv che lo ha investito. La vettura ha travolto il corpo dell'uomo e con l'avantreno gli ha causato una frattura costale dovuta a una compressione. Con tutta probabilità l'avvocato era chinato verso il cancello per infilare le chiavi nella serratura quando ha visto il fuoristrada piombargli addosso. Per lo spavento ha perso l'equilibrio e quando il mezzo lo ha investito lui era praticamente disteso in terra. Una morte orribile, ma che assomiglia sempre più a un gesto sconsiderato di un pirata della strada piuttosto che di un'azione premeditata e volontaria. Anche se l'esame autoptico non aveva il compito di stabilire questo, è servito per escludere una volta per tutte che il Suv sia passato più volte sul povero avvocato.  Sono stati eseguiti anche gli esami tossicologici di rito, ma i risultati ufficiali si conosceranno soltanto tra qualche settimana. Per il nulla osta per la sepoltura se ne saprà di più questa mattina: se non ci sono grossi problemi il permesso per i funerali il pm Vito Bertoni lo firmerà oggi, altrimenti entro mercoledì.  Invece più passano i giorni più diventa difficile stabilire se chi era al volante del Suv assassino giovedì sera era sotto l'effetto dell'alcol o di stupefacenti. La sensazione che fosse alterato è forte: imboccare una via così stretta a tutta velocità è una vera e propria pazzia, basta trovarsi qualcuno davanti per non avere neppure il tempo di scansarlo. E infatti così è successo.  Al momento sono almeno una ventina i fuoristrada visionati dai militari. Tutti con le caratteristiche indicate dai due testimoni. Non sono state rivelate tracce, però, dell'urto con Prandina. Secondo quanto riferito dall'uomo che buttava la spazzatura, nella parte anteriore la macchina è rimasta ammaccata. Indizio utile, ma bisogna trovare il Suv.

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di Redazione Pisa