Il dolore
E il parco delle Apuane diventa "Geoparco"
Prestigioso riconoscimento Unesco. Bartelletti: una risposta a chi ci critica
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FIVIZZANO. Ora il parco delle Apuane è anche "Geoparco". L'Unesco ha riconosciuto il valore geologico delle Apuane e le capacità gestionali dell'area protetta. Finisce così, nel migliore dei modi, il percorso di candidatura delle Alpi Apuane presso la Rete europea e mondiale dei Geoparchi, che lavora sotto il controllo dell'Unesco, che è piuttosto rigoroso. L'esame è stato superato brillantemente e quindi il Parco siederà a pieno titolo tra i 49 territori d'Europa e i 36 dei restanti continenti che possono distinguersi per una gestione di qualità del proprio patrimonio geologico. La proclamazione ufficiale è avvenuta a Langesund in Norvegia, nel corso del 10º Congresso dei Geoparchi europei, sul tema "Sostenibilità attraverso la Conoscenza". Insieme alle Apuane, hanno superato l'esame due territori spagnoli, uno francese, uno islandese, uno irlandese, uno transfrontaliero polacco-tedesco, nonché due cinesi e uno giapponese. La delegazione del Parco delle Apuane - che ha ricevuto l'ambito riconoscimento - è composta dal presidente Giuseppe Nardini, dal vice Alberto Putamorsi, dall'assessore al ramo, Franco Pucci e dal consigliere, nonché figura scientifica di riferimento, Giuseppe Ottria. La componente tecnica, responsabile della gestione del progetto, era rappresentata dal direttore Antonio Bartelletti e dalla coordinatrice dell'ufficio "Ricerca e conservazione", Alessia Amorfini. Ovviamente soddisfatto Nardini: «43 nazioni presenti qui in Norvegia, 260 delegati in rappresentanza di Geoparchi o aspiranti tali, oltre a varie organizzazioni, alle università e alcuni ministeri, hanno preso parte a questa decima conferenza dei geoparchi europei. Con una votazione unanime l'Egn ha deciso: il parco Regionale delle Alpi Apuane diventa l'ottavo Geopark italiano, sotto gli auspici dell'Unesco. Ringrazio - ha continuato Nardini - ancora una volta tutti quanti hanno concorso alla conquista dell'ambito riconoscimento. Preme anche sottolineare che questo è il frutto di un duro lavoro iniziato almeno dieci anni fa; non è comunque un punto di arrivo, ma di passaggio, visto che fortificheremo la nostra presenza nella Rete dei Geoparchi, attraverso la politica del parco. È quest'ultimo un adempimento obbligatorio per la permanenza nel circuito internazionale, visto che, fra quattro anni, saremo oggetto di rivalutazione». Raggiante è anche il direttore Antonio Bartelletti. Per lui il riconoscimento Unesco è anche una piccola rivincita: «Questa certificazione di qualità ricompensa finalmente il parco dopo anni di polemiche strumentali e pretestuose, che talvolta hanno perfino messo in discussione la sua alta missione. Abbiamo così dimostrato ad un organismo super partes - lontano mille miglia dalle beghe paesane - il lungo cammino intrapreso e lo spessore del lavoro svolto, spesso in condizioni difficili e con risorse limitate. È anche la migliore e definitiva risposta alla domanda ricorrente del provocatore locale di turno - Ma quando decolla il Parco?' -...è già decollato da tempo e questo di Langesund è il biglietto internazionale di volo».
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