Trasporti
«A Bergiola per non dimenticare»
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Giovani protagonisti della cerimonia a Bergiola Zubbani: la strage nazifascita è una ferita ancora aperta
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CARRARA. Ricordare i morti di Bergiola per riaffermare i valori della civiltà, del rispetto della vita e della dignità delle persone, della tolleranza e della convivenza civile. «Sono passati 67 anni da quel terribile eccidio, ma siamo ancora, tutti assieme, a Bergiola, perché vogliamo ricordare il martirio di bambini, donne ed uomini innocenti ma anche perché crediamo fermamente nella storia non come esercizio scolastico, ma come memoria e insegnamento». È questo uno dei passaggi più significativi del discorso che il sindaco, Angelo Zubbani, ha tenuto a Bergiola per commemorare la strage perpetrata dai nazifascisti che si accanirono contro uomini e donne, vecchi e bambini inermi, un esercito in ritirata che uccideva gli inermi e faceva strage di innocenti. È stata una cerimonia commovente, quella che si è svolta nel cortile della scuola, alla quale hanno preso parte, oltre al prefetto Giuseppe Merendino, il presidente del Consiglio Luca Ragoni, il vice presidente della Provincia Fabrizio Magnani, il Generale Giuseppe Vicanolo, Comandante Regione Toscana, accompagnato dal colonnello Giuseppe Autuori comandante provinciale della Guardia di Finanza la quale ricorda come eroe, ed ha assunto come simbolo Vincenzo Giudice, il maresciallo maggiore che offrì la sua vita per salvare gli ostaggi civili, fra i quali anche la moglie e i figli, con un gesto di altissimo significato. Assieme ai rappresentanti delle associazioni, sempre impegnati a sostenere un passaggio cosciente della memoria verso le nuove generazioni, erano presenti numerosi ragazzi della Scuola Media "Carducci-Tenerani" che hanno raccolto l'invito dell'amministrazione a partecipare alla cerimonia. Proprio ai giovani il sindaco si è rivolto: «Bergiola è stata, ed è ancora, una ferita profonda e ancora aperta. Proprio in questi giorni abbiamo avuto notizia che proseguono le indagini per far emergere la verità e individuare i responsabili di questi orrori. È un risultato importante per il quale dobbiamo essere grati a quanti hanno testimoniato nei processi celebrati per le stragi dei civili ma anche alle Procure Militari. Questa cerimonia, alla presenza dei giovani - ha concluso - deve essere occasione per ricordare ma anche per riflettere su uno degli eventi più terribili che la storia della nostra città».
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