Il Tirreno

I vicini di casa raccontano un episodio di un mese fa. L’Arma: non c’entra nulla

Quel rogo vicino all'auto di Prandina «Forse era l'avvertimento di qualcuno»

L’automobile dell’avvocato Diego Prandina
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L’automobile dell’avvocato Diego Prandina

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 MASSA. «Lo vede quel canneto laggiù? - la signora indica la zona con la mano, quasi a voler dare forza al suo pensiero - Qualche settimana fa ha preso fuoco, o meglio qualcuno lo ha bruciato. E vicino c'era l'auto dell'avvocato Diego Prandina. Allora non avevamo dato peso a quell'episodio, adesso dopo quello che è successo qualche brivido quelle canne distrutte dalle fiamme ce lo fa venire». A parlare è la proprietaria della casa di fronte all'abitazione della compagna del legale ucciso da un Suv in via dei Mori giovedì sera. Quell'incendio i residenti della strada dove si è consumata la tragedia lo hanno segnalato anche ai carabinieri, ma i militari dopo avergli dato un'occhiata hanno lasciato perdere l'indizio. In parole povere non si tratta assolutamente di una sorta di avvertimento all'avvocato Prandina (l'auto non è stata neppure sfiorata dalle fiamme), molto probabilmente invece il gesto disattento di una coppietta che dopo essersi appartata ha buttato una cicca ancora accesa in un punto dove c'era delle sterpaglie secche.  Chi abita in via dei Mori ha voglia di parlare, quasi a voler esorcizzare quello che è accaduto: «L'avvocato era una persona quasi invisibile. Non lo sentivamo neppure entrare in casa. Io - continua la dirimpettaia del civico 22 - ogn i tanto lo vedevo chinato mentre cercava di infilare le chiavi dentro la serratura del cancello. Come potete constatare si trova in basso e lui che portava gli occhiali e al buio ci vedeva poco aveva l'abitudine a chinarsi per vedere meglio». Probabilmente il Suv lo ha centrato proprio mentre stava infilando le chiavi (il mazzo è stato trovato la sera stessa proprio ai piedi del cancello).  «Davvero una persona per bene l'avvocato Prandina - aggiunge la donna -. Anche la sua compagna è sempre stata discreta. La vedevamo un po' di più da quando le era nato il piccolo Giorgio, perché si metteva in giardino a prendeere il fresco. Davvero una bella famiglia, non sappiamo ancora darci una spiegazione. Anzi, io credo che sia stato qualcuno ubriaco e drogato. In tanti imboccano la strada ad alta velocità e se gli diciamo qualcosa se la prendono con noi».  La vicina conclude parlando di un altro effetto provocato dall'incidente: giovedì sera il legale spezzino disteso sull'asfalto senza vita lo hanno visto proprio tutti, anche i bambini. «Mia nipote è rimasta choccata. Già parlava poco prima, adesso si è chisa in se stessa. Ha visto il sangue ed è rimasta immobile. Abbiamo dovuto portarla via perché non aveva la forza di reagire».  A proposito del sangue va detto che il via dei Mori vogliono dimenticare al più presto questa storia. Il proprietario della casa che Prandina e la sua compagna dividevano, ieri mattina ha voluto cancellare le macchie rosse di fronte al cancello. Restano i segni fatti con il gesso dagli inquirenti e la traccia del pneumatico che ha schiacciato la testa all'uomo. Una sola, per questo i carabinieri sono sicuri che è stato il pneumatico posteriore: «Altrimenti la traccia sarebbe doppia».

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