Finanza
Rapinava per giocare a poker
M.M.
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Il capitano Castrucci e, sopra, la filiale rapinata Preso il bandito con bermuda: è un infermiere di Spezia
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CARRARA. Aveva perso i risparmi al videopoker e aveva pensato di trasformarsi in rapinatore per continuare a giocare: ma i carabinieri lo hanno individuato e arrestato a meno di due giorni dal colpo, scoprendo che si trattava di un infermiere insospettabile, di 49 anni, Gianluca Ricciardi della Spezia (risulta residente a Santo Stefano Magra ma è domiciliato a Follo), dipendente del reparto psichiatria dell'ospedale spezzino. Ora è stato sospeso dal lavoro. L'uomo è accusato della rapina di mercoledì scorso, in bermuda, alla filiale di Fossola della Banca Toscana. È stato bloccato la scorsa sera mentre stava salendo nella sua auto, una Mercedes Classe A, che aveva usato per fuggire dopo la rapina che gli aveva fruttato 6.600 euro. In poco più di un giorno - a quanto è emerso - ne aveva già rigiocati più della metà. Tecnicamente, si tratta di un fermo di indiziato di delitto: il rapinatore non era più rientrato a casa sua e sul posto di lavoro ed aveva già prenotato un albergo, da qui il pericolo di fuga. Stamani ci sarà l'udienza di convalida davanti al gip del tribunale di Massa, Ermanno De Mattia. È durata quindi poco più di 24 ore la caccia al rapinatore da parte dei carabinieri del Nucleo operativo del comando di Compagnia della nostra città, al comando del capitano Giuseppe Castrucci. Un giorno o poco più per identificato e arrestare colui che è ritenuto l'autore della rapina fatta alla Banca Toscana (gruppo Monte dei Paschi di Siena). Come detto, l'infermiere-rapinatore nel pomeriggio di mercoledi scorso, armato di pistola era entrato in banca minacciando i due cassieri e il vicedirettore. Aveva arraffato dai due cassetti banconote di vario taglio per un ammontare di 6.600 euro, dandosi poi alla fuga. Sono stati piccoli dettagli a mettere gli investigatori sulle tracce del rapinatore. Secondo gli inquirenti, sarebbero schiaccianti gli elementi a suo carico. Oltre al riconoscimento fotografico - nonostante avesse ben pensato di tagliare barba e capelli dopo il colpo - è stata effettuata una comparazione tecnica dei dati biometrici rilevati dallo scanner ottico all'ingresso della banca. Il rapinatore infatti, per accedere all'interno della banca aveva dovuto effettuare la scansione delle impronte digitali risultate poi, attraverso la collaborazione immediata del reparto specializzato "Racis" (raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche) di Roma, perfettamente corrispondenti con il soggetto fermato dai carabinieri. Dettagliata la ricostruzione dei carabinieri del nucleo operativo che sono riusciti a rintracciare persino il barbiere dove era andato a tagliarsi i capelli e l'albergo che era stato prenotato. Incensurato e insospettabile, unico "neo", la passione per il gioco del poker online e del gioco d'azzardo in cui risulta avere perso consistenti somme di denaro e parte del patrimonio lasciato dai genitori. Come detto i carabinieri hanno recuperato circa la metà del bottino. Gli altri soldi sono stati spesi tra il gioco e varie cose personali. A nulla sono valsi, è il caso di dire, i "bluff" che aveva tentato dopo un colpo: alto un metro e ottanta, si era presentato in banca con barba e capelli lunghi sulla spalla e occhiali scuri da sole, e di corsa aveva provato a depistare gli inquirenti andando dal barbiere. A rovinarlo, il demone del gioco. Risulta aver venduto anche l'appartamento ereditato dai genitori. Quando i militari dell'Arma lo hanno arrestato, si trovava in un albergo di Spezia, già prenotato prima di fare la rapina. In tasca, metà del denaro rapinato alla banca di Fossola. Sui siti specializzati al poker on line, più volte ricorre il suo nome come giocatore. Stamani davanti al gip dovrà dare molte spiegazioni, con l'assistenza dell'avvocato Fanny Isoppi.
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