Sicurezza
Il sindaco non fa sconti ai big del marmo
Alessandra Vivoli
Zubbani torna a parlare delle tariffe alla vigilia della kermesse veneta del lapideo
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CARRARA. Nessuno sconto sulle tariffe del marmo. «Non sono proprio i tempi, stiamo stringendo la cinghia fino a strozzarci»: dice il sindaco. Ma la disponibilità, da parte del Comune, a ritoccare le classificazioni delle cave. Zubbani ne parlerà con il presidente di Assindustria lunedì prossimo, all'inizio di una settimana importante che vedrà gli imprenditori e i materiali apuani protagonisti, da mercoledì a sabato, nella vetrina internazionale della fiera del marmo di Verona. Zubbani: nessuno sconto sulle tariffe del marmo. È uno degli argomenti sul tavolo del sindaco. Proprio uno di quelli a cui aveva annunciato di voler rimettere mano dopo l'estate. E così, all'inizio della prossima settimana, Zubbani incontrerà il numero uno di Assindustria, Giuseppe Baccioli, per fare il punto sulle nuove tariffe del marmo. Proprio quelle per cui nei mesi scorsi, sotto la presidenza di Alessandro Caro, si era interrotto il tavolo delle trattative fra le associazioni di categoria e l'amministrazione. Adesso il Comune torna a batter cassa: all'appello, lo ricordiamo, mancano 5 milioni di euro. Secondo i calcoli di Palazzo civico, infatti, il gettito del marmo deve passare da 15 a 20 milioni. «Dopo l'apertura al dialogo che ha caratterizzato l'insediamento del nuovo presidente di Assindustria, dobbiamo incontrarci per vedere se sia possibile o meno riprendere la trattativa sulle nuove tariffe - spiega Zubbani - Certo non abbiamo alcuna intenzione di fare sconti agli industriali: non lo abbiamo fatto in tempi non sospetti, figurarsi ora che abbiamo dovuto stringere al massimo la cinghia, tanto da rischiare di rimanere strozzati». Ma un'apertura da parte del sindaco arriva: «Se c'è qualcosa da rivedere sulla classificazione delle cave, ad esempio, noi siamo disponibilie - dice - Ma le cifre non si toccano». E infatti il Comune sta già predisponendo le lettere da inviare, azienda per azienda, per avviare la trattativa privata, qualora non fosse possibile riprendere il dialogo con le associazioni. E anche strada dell'arbitrato è ancora in piedi. Insomma si annuncia una settimana a tutto marmo per il sindaco Zubbani che ha già annunciato la sua presenza alla fiera del lapideo veneta. In occasione della sua visita si incontrerà anche con il collega Flavio Tosi, sindaco di Verona: un appuntamento nato alcuni mesi fa, durante l'incontro sulla sicurezza con il ministro Maroni. Alla fiera di Verona si punta sul bianco. Nel mondo dell'industria apuana quella di Verona è sempre una fiera molto attesa. Non solo per i grandi numeri, di espositori e di visitatori, ma anche come cartina tornasole per verificvare l'andamento dei mercati internazionali. E in un momento come questo, caratterizzato da un primo semestre con le esportazioni in ripresa, divneta anche un momento di verifica significativo sulla continuità o meno del trend positivo che sta caratterizzando tutto il settore. Eric Lucchetti, della Lucchetti marmi, guarda con cauto ottimismo all'appuntamento veronese. «Si affronta questa fiera sempre in modo positivo - dice - Certo però, alla luce di tutto quello che sta succedendo nel mondo, non ci possiamo aspettare grandi cose. I mercati europei e nord americani sono, infatti, particolarmente tesi: ma l'affluenza, a Verona, è sempre molto elevata. E questo, per i nostri materiali, è senza dubbio importante». Per Alberto Franchi della Franchi Umberto Marmi, i segnali, alla vigilia della kermesse veneta del marmo, sono tutti positivi. «Andiamo a Verona con lo stesso spirito - spiega - per far conoscere i materiali e per puntare, ancora una volta, sui bianchi». E per Franchi l'aumento dei prezzi, quello sull'export dei blocchi segnalato nel report dei dati relativi al primo semestre del 2011, non sarebbe stato messo in pratica a livello locale, ossia all'ombra delle Apuane. Certo, è bene ricordarlo, per i produttori apuani, quegli industriali cioè che coltivano le cave e hanno i materiali propri, la crisi non si è mai fatta sentire più di tanto. Soprattutto per chi escava marmi pregiati come lo statuario e il calacata. Il banco di prova della fiera di Verona sarà quindi più significativo per quella larga fetta degli imprenditori nostrani che si occupano della trasformazione: ossia della lavorazione e basta. Senza avere alle spalle una produzione propria.
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