Attenzione
È scesa per salutarlo e l'ha trovato morto
Gabriele Dini
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I carabinieri sul luogo della tragedia La compagna lo ha visto senza vita davanti al cancello. L'ex suocero: «Non ne so nulla»
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MASSA. Come ogni sera Sonia ha sentito suonare il clacson dell'auto di Diego. Due colpi leggeri, per gioco, per avvertire che l'avvocato, dopo il lavoro stava rientrando a casa dalla sua famiglia. Dal parcheggio al cancello della casa di via dei Mori i passi sono pochi. Ma giovedì sera, pur avendo suonato, Diego tardava a salire nella casetta (un rifugio provvisorio in attesa del trasferimento a la Spezia). Così Sonia Bertolucci - la donna ha 41 anni ed è originaria di Marina di Carrara - ha preso in braccio il bambino di due mesi nato dall'unione con l'avvocato spezzino Diego Prandina ed è scesa in strada per vedere cosa stesse bloccando il suo uomo. Ma scendendo la donna ha sentito delle voci allarmate arrivare dalla strada. E quando è arrivata al cancelletto arrugginito si è trovata davanti quella scena terribile. A La Spezia qualcuno ha collegato l'episodio con alcuni dissapori, con contenziosi legali sull'affidamento della bimba avuta dall'ex moglie, avuti con l'ex suocero, proprietario tra le altre cose di un fuoristrada. L'anziano, pensionato dell'Oto Melara, contattato al telefono ha detto di essere all'oscuro di tutto: «Non so nulla, ho subito un intervento da poco e mi sto riprendendo». Risposta al telefono che smentisce le voci di una sua irreperibilità che si erano diffuse nella città ligure. Tornando in via dei Mori ieri lo choc si toccava con mano. «Il corpo era sdraiato a terra - raccontano alcuni vicini - e abbiamo capito subito che non c'era nulla da fare. C'era sangue sparso ovunque». In quel momento la macchina scura - probabilmente un Suv o comunque un mezzo di grandi dimensioni - era già sparita. Qualcuno dei residenti della minuscola traversa di via Romana assicura di averne intravisto la coda per un attimo dopo aver sentito una botta. «Eravamo in casa con le finestre aperte - racconta un uomo - e mia moglie ha sentito quel rumore. Nessuna frenata, nessun grido. Ci siamo affacciati e abbiamo visto l'auto allontanarsi». Un altro uomo ieri tratteneva a stento le lacrime. «Ho visto arrivare quella donna con il bambino in braccio - spiega - e quando ho capito chi fosse mi si è spezzato il cuore. Non ho dormito per tutta la notte». Secondo le testimonianze, alla guida ci sarebbe stato un uomo. Il residente - che non era a conoscenza di ciò che era accaduto pochi metri prima - avrebbe cercato di far notare al guidatore che stava compiendo qualcosa di molto pericoloso. L'autista dell'auto avrebbe risposto in maniera sgarbata. Arrivata in fondo a via dei Mori l'auto avrebbe poi svoltato a destra, in direzione di via della Repubblica. La coppia viveva in via dei Mori da poco, ed era piuttosto riservata. «Ogni tanto li vedevamo - raccontano i vicini - ma quasi sempre erano a lavorare». Nessuno - padroni di casa compresi - dice di aver visto persone sospette (il giallo sulle cause dell'incidente non è ancora stato risolto e non viene esclusa l'ipotesi dell'omicidio volontario) attorno all'abitazione, né di aver sentito rumori di litigi. Qualcuno dei residenti dice di aver già visto quell'auto compiere manovre simili. La macchina si sarebbe infilata in via dei Mori da una stradina limitrofa, il cancello si trova a pochi metri dall'incrocio, a ridosso della curva. «Chi passa di qui - suggerisce un uomo - deve conoscere la strada, non può vivere troppo lontano».
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