Finanza
Ustioni devastanti, è morto subito
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A destra il medico legale Maurizio Ratti che ha eseguito gli esami sul corpo di Ndue Nikolli. A sinistra la casa della tragedia Il medico legale: decesso per lesioni da scoppio
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CARRARA. Il medico legale, dottor Maurizio Ratti, non ha dubbi: è stata una morte del tutto accidentale. Ha concluso ieri pomeriggio il suo esame per completare la relazione destinata al magistrato dottor Bertoni che lo ha incaricato di eseguire gli accertamenti. L'improvviso scoppio del gas metano, secondo Ratti, è da considerare la causa della morte dell'albanese. La fiammata che lo investito in pieno, lo ha ucciso in un minuto. Il corpo, che è stato parzialmente carbonizzato, all'esame esterno eseguito ieri pomeriggio dal medico legale all'obitorio del nostro ospedale, è risultato interessato da estese aree necrotiche, con ustioni di terzo e soprattutto di quarto grado. Il cosiddetto "vento di scoppio", il fumo, l'azione termica delle fiamme, non hanno dato scampo al quarantenovenne. Già nella mattinata di ieri, il medico legale, al primo accertamento che ha eseguito sul luogo della tragedia, aveva parlato di morte riconducibile a lesioni da scoppio, ma si era riservato, a scanso di qualsiasi dubbio, un esame più approfondito. Quello che ha poi eseguito nel pomeriggio. «Voglio essere del tutto sicuro - aveva detto - di poter escludere altre ipotesi, come ferite o traumi da aggressione». Accertamenti doverosi da parte del medico legale, con il compito di fare un resoconto completo ed esaustivo al magistrato. L'albanese, secondo la ricostruzione del fatto, era solo in casa quando c'è stata la deflagrazione. E ieri pomeriggio Ratti ha potuto confermare al magistrato il decesso avvenuto per lo scoppio e la fiammata. Una disgrazia. Una tragedia che ha colpito duramente la famiglia Nikolli, perfettamente integrata nel quartiere residenziale in via della Macchia, dove si conoscono un po' tutti. Proprio mentre il dottor Ratti stava eseguendo i primi accertamenti sul corpo del quarantanovenne, sono arrivati di corsa urlando di disperazione i familiari, che erano stati avvisati che qualcosa di grave era accaduto: prima la moglie e poi altri congiunti. Hanno salito le scale fino al primo piano, dove la loro disperazione è esplosa in modo ancora più forte. E' arrivato il secondo figlio maschio del quarantanovenne, e ci sono state altre scene di disperazione. Ma solo immaginate dai vicini che si trovavano in strada: dall'appartamento al primo piano si sentivano urla e pianti di dolore. Un altro straziante momento è stato quando nella tarda mattinana la salma di Ndue Nikolli è stata trasferita, per disposizione del magistrato, all'obitorio. I carabinieri, i vigili del fuoco, il personale della Pubblica assistenza, oltre a compiere il loro specifico lavoro, le indagini, i rilievi tecnici, le altre operazioni dovute, hanno dimostrato grande sensibilità e umanità nei confronti della famiglia colpita da questo grave lutto. Il magistrato attende di avere tutti gli atti, per poter poi rilasciare il nullaosta ai familiari. C.C.
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