Il Tirreno

Riva dei Ronchi: «Ridateci i soldi»

Claudio Figaia
Riva dei Ronchi: «Ridateci i soldi»

La società chiede al Tar l'annullamento della penale e reclama 980mila euro

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"Rivogliamo quei soldi". Riva dei Ronchi Srl., la società che doveva (dovrebbe) costruire il maxi comparto albeghiero ai Ronchi, passa al contrattaco e fa ricorso al Tar. Chiede ai giudici amministrativi di sentenziare che quei quasi 26 mila euro al mese di penale che la società è chiamata a pagare per non avere realizzato il comparto dei Ronchi, non sono in realtà dovuti. E di annullare per illegittimità o inefficacia la clausola che fissa tale penale. Il che significa anche ottenere la restituzione delle somme finora versate a palazzo civico. Cioè 981mila euro. 

Il ricorso di Riva dei Ronchi aggiunge un nuovo capitolo alla lunga e complessa vicenda dell'albergo mai costruito. Ma rischia anche di trasformarsi in una "botta" pesante per le finanze del Comune. Che, nel caso in cui il ricorso venga accolto, si ritroverebbe a dover restituire alla società poco meno di un milione di euro.  Dal giugno del 2007, la società Riva dei Ronchi (di cui fa parte Pirelli Real Estate) versa al Comune 25.800 euro al mese a titolo di penale per non aver rispettato la clausola inserita all'articolo 9 che la stessa società stipulò nel 1994 con il Comune. Con quella convenzione, società e amministrazione civica stabilivano che il primo lotto del comparto alberghiero sarebbe stato consegnato nel maggio 2007. Se così non fosse avvenuto, Riva dei Ronchi avrebbe dovuto pagare quella pesante penale, fino al raggiungimento di un totale di 3 milioni di euro. Pena la decadenza della concessione edilizia (che scade, comunque, nel 2013). 

E così è stato: a Ronchi il cantiere del maxi albergo non è mai partito e la proprietà ha deciso di pagare. Nonostante la onerosità della penale.  Fino a ora. Anzi fino ad alcuni mesi fa, perchè risulta che i versamenti mensili di Riva dei Ronchi si sono interrotti a iniziare dalla primavera scorsa.  Alla base del ricorso al Tar, presentato dagli avvocati Gianluca Gariboldi e Stefano Soncini di Milano e Raffaello Astorri di Firenze, c'è una considerazione che può esser così riassunta: le previsioni urbanistiche (leggi il Prg ora Piano strutturale) del Comune di Massa sono cambiate e non contemplano più quell'insediamento, o almeno non con le caratteristiche e le dimensioni originarie. La stessa amministrazione, nel Piano strutturale adottato, prevede volumetrie ben diverse rispetto al primo progetto. Dunque quella convenzione è nulla, se non illegittima, visto che i ricorrenti sostengono anche che la mancata realizzazione del comparto è dovuta a responsabilità del Comune.  «Ma quali penali da restituire.

Sarà Riva dei Ronchi a doverci versare quei soldi che ha smesso di pagare da mesi», reagisce deciso il sindaco Roberto Pucci. Per l'amministrazione, cioè, i motivi del ricorso sono "evidentemente" infondati, anche perchè le previsioni urbanistiche su Riva dei Ronchi sono state tolte dalla varianti anticipatrici del Piano (è il famoso diktat della Regione) e dovranno essere ri-adottate. Mentre clausola della convenzione che prevede la penale è "pienamente" legittima «Riva dei Ronchi non ha costruito come era nei patti di quell'accordo che essa stessa ha sottoscritto nel 1994. E in virtù di quei patti è obbligata alla penale», sintetizza la vicesindaca Martina Nardi. 

C'è da dire che la società ha in questi anni versato regolarmente la pesante "tassa", anche se a fine 2009, quando presentò una nuova proposta di accordo al Comune, definì «non dovuta» quella penale.  Perchè, dunque, solo adesso fa ricorso al Tar? Difficile dare una risposta certa. Di certo, invece, si sa che Riva dei Ronchi ha, proprio in questi giorni, chiesto un incontro con l'amministrazione per ri-affrontare la questione del maxi albergo. Bastone e carota per trattare da posizioni di vantaggio? «Vedremo. Di sicuro non è con un ricorso al Tar che potranno cambiare le nostre politiche», commenta Pucci.

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