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La Fiba Cisl: chiediamo maggiore trasparenza sulla redditività del patrimonio
La Cassa apre la nuova filiale di via del Cavatore ma sulla Fondazione è ancora polemica
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Lo stabile della nuova filiale della Crc 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. La Cassa di Risparmio di Carrara Spa lancia un segnale forte alla città e da lunedì prossimo apre la nuova filiale di via del Cavatore: si parte con un organico di tre persone, responsabile di filiale sarà Francesco Dazzi, finora a Bonascola. La filiale è pronta da tempo, da almeno un anno, ma probabilmente la banca sperava di poter contare sui parcheggi del dirimpettaio complesso della ex Montecatini. Ora ha invece rotto gli indugi. La Cassa è in un periodo di espansione, nella semestrale (ultimo dato diffuso) aveva registrato nei primi sei mesi un utile di 3,6 milioni di euro rispetto ai 2,3 dell'anno scorso. La Cassa Spa investe, mentre sulla Fondazione Crc ci sono ancora polemiche. A intervenire è Bruna Massa, segretario provinciale Fiba Cisl Massa Carrara; in merito al recupero del Palazzo Binelli - scrive - «è indubbiamente positivo mettere a disposizione dei cittadini un angolo destinato all'arte e all'educazione al bello. C'è un'aria di festa generalizzata che qualcuno, a diritto, ritiene ingiustificata in quanto sa che ci sono parecchie nubi all'orizzonte e teme che dopo tanto tuonare potrebbe anche piovere. Su questo tema in ci sono già stati interventi di alcune organizzazioni sindacali ma restano ancora altri aspetti da approfondire. Se da un lato possiamo e dobbiamo capire le difficoltà del momento dall'altro non possiamo che preoccuparci per alcune scelte nella gestione del patrimonio della fondazione. Un patrimonio pubblico che merita tutte le attenzioni del caso e cioè un maggior virtuosismo in termini di impieghi e di spese correnti e di prospettive di investimenti che ci riguardano da vicino, sia per il 10% di proprietà residua di azioni della Cassa di Risparmio di Carrara SpA, sia per le ricadute sul territorio dei proventi della gestione dell'intero patrimonio», aggiunge la sindacalista. «Ci preoccupa - osserva - il fatto che quando si parla della ristrutturazione del palazzo, questa viene definita una ristrutturazione strettamente filologica, ma chi ha avuto in passato la possibilità di visitare Palazzo Binelli si accorge che si sono invece apportate sostanziali modifiche, e che probabilmente una leggerezza nella valutazione del valore delle cose può aver indirizzato alla discarica parti di valore storico che si trovavano nel palazzo come ad esempio la ringhiera dello scalone principale, pavimentazioni elaborate, suppellettili e testimonianze del passato... La nostra non è una preoccupazione circoscritta al destino delle suppellettili è piuttosto il mettere sotto una lente d'ingrandimento un atteggiamento in cui la sottostima del valore di oggetti antichi rappresenta un emblema. Atteggiamento che fa il paio con l'aver scelto nel tempo di confidare, per gli investimenti del patrimonio della Fondazione, su aziende quotate in borsa ma estranee al territorio piuttosto che a consolidare un legame sia con la Cassa locale, sia con il Gruppo al quale è stato comunque affidato il destino del credito sul territorio. Per eliminare la sensazione che la propaganda e l'autocelebrazione alterino la verità delle cose chiediamo alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara di usare la massima trasparenza: è bene che chi gestisce un così importante patrimonio spieghi quali siano le prospettive da un punto di vista reddituale e da un punto di vista delle politiche creditizie in un momento storico estremamente complesso nel quale il livello di attenzione che oggi e in futuro si vorrà dedicare al rapporto con il territorio e con la Spa può fare la differenza», conclude Bruna Massa.
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