Il dolore
Il figlio maggiore, disperato, si ferisce a un braccio
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Il trasporto della salma fuori dalla casa e la moglie alluscita della casa I Nikolli sono molto amati nel quartiere: «Sono brave persone»
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CARRARA. Quando ha visto il corpo del padre a terra senza vita e semi-carbonizzato non ha sapuito controllarsi. Il dolore e la rabbia hanno preso il sopravvento e gli hanno dettato un gesto pieno di disperazione: con un pugno il giovane ha colpito una porta ferendosi gravemente a un braccio. Ma nonostante tutta la forza concentrata nel pugno non è stato possibile scacciare l'incubo. Tutti i vicini raccontano che quel ragazzo è molto attaccato alla famiglia. «Dalla mattina alla sera Artan lavora - spiega una donna - e ogni soldo lo spende per aiutare la sua famiglia. E' veramente un bravo ragazzo». Chissà quali energie ha voluto concentrare Artan nel suo pugno, chissà quali ricordi gli sono riemersi nell'animo, quali timori, quante parole non dette. Artan ha 24 anni, è ancora giovane, anche se lavora da tempo, anche se tutti lo descrivono come il cuore della famiglia. Il padre per un ragazzo è sempre un punto di riferimento. E Artan questo lo sapeva, qualunque fosse il rapporto con il genitore. La scena che si è trovato davanti agli occhi ieri mattina, dopo che è tornato di corsa dal cantiere dove si trovava a lavorare (Artan fa il muratore), è stata straziante. L'età adulta, con tutte le responsabilità, gli è piombata addosso attraverso una tragedia che nessuno avrebbe potuto prevedere. Adesso toccherà a lui aiutare la madre Mrike, arrivata anche lei di corsa ieri mattina alla palazzina rosa con gli occhi già bagnati di lacrime e con il cuore in gola. La donna lavora per una famiglia di Carrara. E'toccato ai figli e ai vicini cercare di consolarla mentre i singhiozzi soffocavano le sue parole. Toccherà sempre ad Artan, un ragazzo che come tanti suoi coetanei ama l'Hip-Hop e il calcio, prendersi cura della sorella minore Roza che ha 19 anni e sta finendo la scuola e del fratello diciassettenne Mirjan, anch'egli studente alle superiori all'Ipsia. L'altra sorella, Flora, ha 22 anni ed è sposata e lavora come badante per una famiglia di Bonascola. Artan all'improvviso è diventato il centro della famiglia, il punto di riferimento per tutti. Toccherà a lui aiutare gli altri a portare a compimento il sogno del padre: dare una vita migliore ai propri figli, a tutta la famiglia. La famiglia Nikolli, originaria di Tirana in Albania, è arrivata in italia alla fine degli anni'90. Come tanti connazionali Ndue ha cominciato a lavorare come muratore. Una vita dura la sua, come quella di tutte le persone costrette a lasciare il proprio paese. La famiglia albanese si è stabilita a Marina di Carrara in via Vicinale Macchia circa tre anni fa prendendo in affitto un appartamento nella palazzina rosa. I rapporti con i vicini sono sempre stati ottimi. i ragazzi sono entrati nelle simpatie dei residenti della zona che li hanno "adottati". Soprattutto è Artan, ancora una volta, che è entrato nei cuori delle famiglie del vicinato. «Quel ragazzo si fa in quattro per aiutare gli altri - racconta una signora - e lavora continuamente. Qualche giorno fa ha dipinto quel muretto. spesso aiuta a portare la legna in casa. E' veramente un bravo ragazzo». L'affetto dei vicini riguarda comunque anche i fratelli più giovani, come del resto i genitori della famiglia Nikolli. Ora tutti dovranno stringersi attorno a quella famiglia ferita. G.D.
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