Attenzione
Asl e nuovi indagati, la Procura smentisce
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Il procuratore capo Giubilaro La svolta arriverà con la relazione dei consulenti sul bilancio
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MASSA. Le voci sono insistenti e arrivano da più parti, non solo dal mondo della politica. Di cinque nuove iscrizioni nel registro degli indagati (due dipendenti dell'azienda sanitaria e tre della Regione), per il buco all'Asl, si parla anche negli ambienti della sanità. Ma la Procura smentisce e ribadisce che ad ora gli indagati sono cinque: l'ex direttore generale Antonio Delvino, quello amministrativo Ermanno Giannetti e tre imprenditori, di cui due lunigianesi. A quegli imprenditori, infatti, sarebbero stati intestati assegni dell'azienda, nel tentativo - questa l'ipotesi degli inquirenti - di far uscire soldi dalle casse dell'Asl. Ad un anno dallo scandalo, quindi, non si sarebbero aggiunte nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Il procuratore capo conferma che l'inchiesta si è concentrata su due possibili capi d'imputazioni: il peculato (la distorsione di denaro per fini non istituzionali) e il falso in bilancio (con eventuali manomissioni nei conti). All'apertura delle indagini, vengono iscritti gli organi di vertice dell'azienda sanitaria (Giannetti e Delvino), proprio per il loro ruolo all'interno dell'Asl. L'inchiesta va avanti, si evidenzia il cosiddetto sistema degli assegni per cui la Procura avrebbe puntato gli occhi proprio sull'ex direttore amministrativo Giannetti che, da parte sua, avrebbe ammesso singoli episodi di peculato. Ma per l'altro filone, quello sul falso in bilancio, le cose sarebbero più complicate: «Per individuare responsabilità - chiarisce il Procuratore capo - attendiamo la conclusione dei consulenti». Del resto, analizzare pagine e pagine di bilanci non è cosa da poco. Al lavoro ci sono gli uomini della Guardia di finanza che tra le pieghe del bilancio devono individuare eventuali ammanchi o manomissioni. Non ci sono, quindi, gli occhi puntati su uffici tecnici, anche regionali? «Noi - chiarisce Giubilaro - puntiamo gli occhi su tutti - a conferma che le indagini sono a 360 gradi - ma ad oggi non ci sono nuove iscrizioni nel registro degli indagati». Insomma, le indagini proseguono, la Procura attende che i consulenti depositino le loro conclusioni (forse già a fine mese). Quell'atto permetterà di evidenziare l'eventuale falsificazione di bilancio e - in tal caso - le conseguenti responsabilità.
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