Il Tirreno

Pignone: ecco i 100 posti di lavoro

Alessandra Vivoli
Pignone: ecco i 100 posti di lavoro

Prima il corso di formazione, e poi subito l'assunzione per 65 operai

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Adesso i numeri ci sono. Saranno da 65 a 68 i nuovi posti di lavoro legati al maxi insediamento del Pignone in viale Zaccagna. Quelli, almeno, che arriveranno subito. Visto che, in totale, si parla di 100 assunzioni per il nuovo modulo della multinazionale Ge Oil & Gas.  E adesso si conosce pure che saranno tutti operai specializzati, che verranno formati attraverso un corso finanziato dalla Regione a cui parteciperanno in cento e che nasce dalla creazione di un'Ati (associazione temporanea di impresa) della quale, fanno parte cinque aziende dell'indotto che già lavorano con la multinazionale sullo stabilimento di Massa e nel cantiere di Avenza, i sindacati e cinque agenzie formative individuate dall'Associazione industriali (di cui è presidente Giuseppe Baccioli, che è anche general plant del Pignone di Massa).  Insomma un'associazione temporanea di imprese per portare a casa, o meglio sul territorio, 100 assunzioni. Con il benestare della Regione Toscana che è il grande interlocutore del progetto.

Un progetto da 500mila euro per formare 100 operai specializzati. Ci stanno lavorando da mesi ormai. Sulla base di un bando regionale (il 236 per la precisione) destinato alla «formazione di soggetti destinati all'assunzione presso imprese in forza di accordi sindacali».  In sostanza è stato messo a punto un progetto, in cui i finanziamenti pubblici previsti sono di mezzo milione di euro, destinato a formare quegli operai specializzati che il Nuovo Pignone sta cercando per lo stabilimento di test e assemblaggio (su commissione) di viale Zaccagna.  La linea preferenziale per le assunzioni sarà, come da bando, rivolta agli operai in cassa integrazione, in mobilità, ma anche ai disoccupati che potrebbero così, finalmente, trovare un posto di lavoro. Il tutto attraverso un corso rivolto a 100 allievi che saranno formati su professionalità tecniche. Quelle su cui, alla presentazione del nuovo insediamento, avvenuto nei mesi scorsi nella sede della Confindustria apuana, hanno proprio insisitito i vertici del Pignone. Dal momento, infatti, che si tratta di un insediamento destinato a test e assemblaggio, la multinazionale ha da subito sottolineato la necessità di trovare professionalità altamente specializzate, nell'ambito ad esempio di saldatori ed elettricisti. E dal territorio, proprio partendo da questi presupposti, è arrivata la risposta: un bando di formazione destinato all'assunzione.

I tempi: quando presentare le domande. Il progetto c'è. Ma, proprio nelle settimane scorse è stata richiesta, dalla Regione che è poi l'interlocutore finale, una modifica. Le carte sono quindi ripartite per Firenze: l'approvazione è attesa nei prossimi giorni.  Solo quando il progetto sarà approvato e defintivo si potrà presentare la domanda per entrare a far parte del corso di formazione destinato a 100 lavoratori dei quali, è bene ricordarlo, dai 65 ai 68 saranno assunti in tempi strettissimi.

Il Pignone: ad Avenza ora lavorano già 170 persone. L'insediamento su viale Zaccagna si chiama «Module Construction Yard» e, informano dalla sede centrale della Ge Oil & Gas di Firenze, sarà un modulo destinato a test e assemblaggi.  Dalla multinazionale non si sbilanciano sulle nuove assunzioni: «C'è un protocollo a cui stanno lavorando Assindustria, i sindacati e alcune aziende sulla base di un bando regionale» si limitano a dichiarare.  Ma per quel che riguarda le opportunità occupazionali dell'insediamento di viale Zaccagna (finito nel mirino degli ambientalisti) proprio dalla sede fiorentina ci tengono a precisare che in quel cantiere ci lavora già parecchia gente.  «Ad oggi - spiegano dalla sede della Ge Oil & Gas - nel Module Construction Yard di Avenza sono impiegate 170 persone. E si tratta di personale che è dipendente delle ditte dell'indotto che ruotano attorno al Pignone, e che stanno lavorando alla costruzione dell'impianto di viale Zaccagna».  «Trattandosi di un impianto di assemblaggio e test - continuano dal quartier generale della multinazionale - il numero di dipendenti al lavoro varierà sempre, a seconda dei carichi di lavoro e delle commesse.

O meglio, anche dalle varie fasi delle commesse, che, a seconda del momento preciso in cui ci si trova, hanno bisogno di più o meno manodopera specializzata».  Insomma, il lavoro legato al nuovo insediamento del Pignone ci sarebbe. O meglio, a quanto pare, c'è già. Ma le 170 persone che stanno attualmente lavorando al modulo Yard sarebbero state attinte dal serbatoio delle aziende dell'indotto che hanno già rapporti con la multinazionale.  Per quel che riguarda le ricadute occupazionali sul territorio, e la boccata d'ossigeno che la provincia, dopo aver costruito ponti d'oro per il nuovo insediamento del Pignone, si aspetta, ci sarà da attendere il disco verde della Regione al progetto per le cento assunzioni.  Sembra sia davvero questione di giorni. Il territorio sta aspettando.

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