Il Tirreno

Buco all'Asl, altri cinque indagati

Chiara Sillicani
<b>INQUIRENTI.</b> Le indagini sono coordinate dalla Procura di Massa con la collaborazione della Guardia di Finanza
◗
INQUIRENTI. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Massa con la collaborazione della Guardia di Finanza

Nel mirino ci sarebbero dirigenti e funzionari di azienda e Regione

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. Come può crearsi un buco di 300 milioni di euro nel bilancio di un'azienda sanitaria? La Procura sta cercando di capirlo e, per definire eventuali meccanismi di falsificazione delle poste, avrebbe allargato il raggio dell'inchiesta con 5 nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero - ma non ci sono conferme ufficiali - 2 dipendenti Asl e 3 della Regione.  Le indagini si allargano. La Procura quindi, dopo aver a lungo puntato gli occhi sull'Asl apuana, avrebbe adesso allungato lo sguardo anche agli uffici fiorentini, cercando di ricostruire la definizione dei bilanci. Le iscrizioni sarebbero scattate i primi giorni di agosto con lo scopo di chiarire alcune posizioni. Nel registro degli indagati, fino ad ora, non sarebbero comparsi uomini politici, ma soltanto tecnici, dirigenti e funzionari. Dalla Procura - e dallo stesso procuratore capo Aldo Giubilaro - non arrivano, però, conferme. Non è escluso, del resto, che i cinque - nonostante l'iscrizione - non abbiano ancora ricevuto l'avviso di garanzia. Non risulta, infatti, che siano stati effettuati atti (sequestri o perquisizioni) che impongano di informare l'indagato e di concedergli la possibilità di nominare un difensore.   Dalla prima alla seconda fase. L'attenzione si sarebbe focalizzata sui nuovi indagati dopo un primo periodo in cui gli inquirenti hanno cercato di definire quello che in terra apuana è stato ribattezzato come "il sistema degli assegni". Circa 400 dal 2000, per un totale di 6 milioni di euro, di cui 1 milione e 400mila nel solo biennio 2005-2006. Il denaro dell'azienda sarebbe servito per comprare e riparare automobili, per pagare il conto della palestra e del dentista, per saldare gli elettricisti. E tutto con assegni. Un sistema messo in luce dalla Procura che avrebbe puntato l'attenzione su Ermanno Giannetti. L'ex direttore amministrativo avrebbe scelto di collaborare con la giustizia, descritto il meccanismo e ammesso alcuni episodi di peculato.   Dagli assegni all'analisi dei bilanci. Ma l'ipotesi del peculato e il sistema degli assegni - la Procura lo avrebbe ben evidenziato - non potrebbero comunque giustificare e motivare un buco da 300 milioni di euro. Ecco, quindi, un ampliamento delle indagini per evidenziare eventuali manomissioni e falsificazioni di bilancio. Un'operazione molto complesssa che avrebbe richiesto il coinvolgimento di tecnici e di consulenti esperti della Guardia di finanza. Il lavorio si sarebbe concentrato sull'analisi di alcuni hard disk nel tentativo di capire come siano state definite (o non definite) le poste di bilancio. Anche se una delle iscrizioni (relativa all' Asl) non avrebbe immediata attinenza agli aspetti economico-finanziari, ma sarebbe finalizzata solo ad alcuni accertamenti di tipo patrimoniale.  Insomma, la Procura sarebbe al lavoro per "esplorare" tra le pieghe del bilancio e non è escluso che le iscrizioni nel registro siano finalizzate soltanto ad effettuare accertamenti che altrimenti non potrebbero essere eseguiti. Non risulta, ad ora, che siano state formulate precise ipotesi di reato. Gli inquirenti, dunque, cercherebbero di chiarire singole posizioni per escludere responsabilità ed accertare chi invece quelle responsabilità le abbia realmente. Sulla eventuale iscrizione di dipendenti regionali, dunque, non arrivano conferme, non solo dalla Procura, ma neppure da Firenze: non abbiamo notizie - spiegano in Regione. Una cosa è certa: la partita Asl è ancora aperta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa