Il Tirreno

Allo studio una stretta sulle licenze

Bufera sulle sale giochi: arriva un giro di vite per le nuove aperture

Luca Borghini

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 CARRARA. La commissione attività produttive è pronta a scrivere una delibera per dare una stretta alle sale giochi in città. In una provincia ai primi posti a livello nazionale per il gioco - vale il 5% dell'intero Pil - la politica vuole fare un passo avanti per affrontare un tema che fa da cartina tornasole del disagio sociale in città. Il principio è di regolamentare il settore per evitare il proliferare di sale giochi in città, alcune addiritura "nascoste" in locali e bar. Così è allo studio una delibera di programmazione per il rilascio delle licenze, ad oggi 8 (2 nel centro, 3 nella circoscrizione adiacenze, 1 ad Avenza e 3 a Marina), per concedere una nona licenza ma regolamentando il settore. Ad esempio imponendo limiti per l'apertura di sale giochi a meno di 100 metri da scuole, case di riposo e chiese. Nella delibera rientrerebbero anche i bar e le ricevitorie. Nessuna limitazione: non è possibile vietare l'uso di macchine da gioco ma, si può disciplinare l'installazione. L'idea è di imporre un vincolo di metratura: l'esercente dovrà avere nel locale una certa metratura, direttamente proporzionale al numero di giochi che si vogliono istallare.  

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