Il Tirreno

Lucciola, forse un avvertimento

La strada dove venerdì notte hanno sparato contro una lucciola
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La strada dove venerdì notte hanno sparato contro una lucciola

Rumena ferita per farla allontanare dalla strada

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 MASSA. Chi ha sparato alla lucciola rumena in via delle Pinete? La soluzione del caso non è vicina, anzi l'impressione è che l'indagine della squadra mobile sarà lunga e laboriosa. Gli inquirenti parlano di bravata per non creare allarmismo, anche questa è una ipotesi ma non la più accreditata, ma sono convinti che ci sia dell'altro.  Escludono però sia il racket o l'avvertimento di un protettore. L'impressione è che si sia trattato di un avvertimento soft per uno sgarro o per qualcosa che ha dato fastidio a chi ha premuto il grilletto. Due le piste: uno dei residenti della zona che voleva allontanare le lucciole sotto casa, oppure un cliente che per un vero o per l'altro aveva un contenzioso con le prostitute. Non necessariamente con quella ferita ma con il suo mondo.  È questo lo scenario che hanno ipotizzato gli uomini della squadra mobile, guidati da Antonio Dulvi Corcione. Non un gesto di un professionista oppure della criminalità organizzata: troppo baccano per una lezione che avrebbero potuto dare alla ragazza senza fare clamore. Chi ha sparato ha usato una pistola di piccolo calibro, anche se il colpo è stato sparato all'altezza giusta per fare molto male.  La ragazza c'è da dire che non ha collaborato molto con la polizia. Non ha visto l'auto dal quale qualcuno ha sparato. E non ha saputo fornire spiegazioni del perché qualcuno ha deciso di darle una lezione.  Agli agenti il volto di quella giovane ferita non è sconosciuto. Solo un paio di mesi fa avevano monitorato la zona, tenuta d'occhio centimetro per centimetro, nell'ambito di una maxi inchiesta che ha portato in carcere dieci presunti sfruttatori. Quel viso a Marina lo hanno già visto.  Questa potrebbe essere una traccia utile per trovare un movente. Ma la ventiduenne non ha mai fornito alcuno spunto agli inquirenti e non ha mai collaborato con le forze dell'ordine. Insomma, non aveva nulla da temere in questo senso. «Per noi comunque è una bravata», tagliano corto gli inquirenti.  L'indagine comunque non è affatto a una svolta, anzi il silenzio e la circospezione di questura e procura fanno capire che potrebbe esserci dell'altro. A breve? Difficile da dire adesso. Ma forse sì.

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