Finanza
Frane, nel mirino 160 cittadini
Claudio Figaia
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COLLINE. Il Candia: zona di ottimi vini ma anche ad alto rischio frane Offensiva del Comune sul Candia: terreni a posto o vi denunciamo
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MASSA. "Il territorio è a pezzi, il dissesto diffuso; il Comune fa quel che può, ma anche i cittadini hanno responsabilità spesso evidenti; per questo devono fare la loro parte per mettere in sicurezza le colline". Il sindaco Pucci lo aveva annunciato all'indomani del tragico disastro di Ognissanti. E lo sta facendo. L'amministrazione ha lanciato in questi giorni una nuova offensiva per ridurre il rischio frane sul Candia. Offensiva che consiste nell'invio di "ordinanze di immediata esecuzione per interventi di messa in sicurezza dei pendii di frana" ai proprietari di terreni, vigneti, immobili sulle colline dell'area di Candia. 159 le ordinanze spedite ad altrettante persone. Una specie di ultimatum: i destinatari sono chiamati a realizzare gli interventi prescritti dall'ordinanza entro 60 giorni. Se non lo faranno, scatterà una sanzione fino a 500 euro. Ma nei loro confronti potrebbe scattare anche una denuncia all'autorità giudiziaria nel caso in cui la mancata realizzazione di quei lavori possa configurarsi come causa di gravi pericoli. Le ordinanze, firmate dal dirigente Fabio Mercadante sono - in sostanza - la fase B di un'azione avviata il maggio scorso, quando il sindaco firmò un provvedimento di carattere generale che imponeva ai cittadini interessati di provvedere - entro il 31 agosto di quest'anno - alla demolizione di annessi agricoli abusivi, a ripristinare versanti e terrazzamenti franati, ad adottare provvedimenti di corretta regimazione idraulica. A quell'ordinanza sindacale, fanno seguito ora quelle di carattere dirigenziale - indirizzate ai singoli - che contengono, soprattutto, misure da adottare per migliorare la regimazione delle acque. A qualcuno viene imposto di ripristinare il canale di deflusso, a un altro si ordina di convogliare gli scarichi dei pluviali della casetta in una determinata direzione; ad altri viene prescritto di modificare o abbattere un muretto di contenimento ritenuto "pericoloso". Si tratta, cioè, di provvedimenti "ad personam" dettagliati e specifici, frutto di una serie di controlli effettuati dai tecnici dell'amministrazione nei mesi scorsi e previsti da quel progetto di "risanamento" del territorio approvato dall'Autorità di bacino. Gli interventi imposti ai cittadini dovranno proprio attenersi al progetto approvato dalla stessa Autorità di Bacino. Un lavoro complesso, quello che è stato necessario per individuare ogni singolo titolare di appezzamenti sul Candia, dove spesso le proprietà sono frazionate, i terreni appartengono a persone ormai decedute, i confini fra appezzamenti diversi sono spesso labili. Un'operazione ritenuta, tuttavia, necessaria dall'amministrazione per contribuire alla messa in sicurezza della collina e mitigare il pericolo di nuovi smottamenti. Analoghi controlli (e provvedimenti) sono in corso in altre zone collinari, da Pariana a Lavacchio, a Bergiola e Forno. E risale a pochi giorni fa anche l'invio di una serie di ingiunzioni per la rimozione delle tombature di canali e fossi realizzati abusivamente e per il ripristino dello stato precedente dei luoghi. Qualcosa, insomma, si sta muovendo per evitare che possano ripetersi tragedie come quelle di Lavacchio e Mirteto. Anche se è una sfida difficile. Basti pensare che, a fronte di una stima di 20 milioni di danni causati dalle frane dell'ottobre-dicembre 2010, i fondi arrivati sonon di circa 7,5 milioni.
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