Finanza
«Facciamo insieme pressioni sull'Aja»
Marco Landini
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Un eccidio nazista e a lato Roberto Oligeri Il comitato vittime: più che le scuse, è importante vincere il ricorso
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FIVIZZANO. A seguito dell'intervento di Fabio Baroni che parlava della responsabilità italiana e in particolare di alcuni carraresi nella strage di Vinca, interviene il vice presidente dei familiari delle vittime di San Terenzo Monti, Roberto Oligeri. «Condivido molto di quanto scrive l'amico Baroni» afferma Oligeri che aggiunge alcune sue considerazioni. «Nel 1945, il sergente Baxendale, del Servizio investigativo britannico, svolse un eccellente lavoro di indagine. Nel caso di Vinca, il sottufficiale inglese, fornisce le importantissime testimonianze di Giulio Riedler e di Anna Maria Perugi, interpreti fra le autorità locali e i reparti tedeschi di stanza a Carrara. Questi signori, presenti la sera del 23 Agosto 1944 presso la sede del circolo ufficiali, riferiscono dell'esplicita richiesta da parte del maggiore delle SS Walter Reder nei confronti del comandante del battaglione dei "Mai Morti" di Carrara, tale colonnello Lodovici, affinchè partecipasse con i suoi armati, la notte stessa, alla spedizione a Vinca. Quindi una richiesta precisa, volontaria e premeditata, da parte dell'ufficiale nazista, che gli permise di ottenere un centinaio di brigatisti neri carraresi. Una strage pertanto, quella di Vinca, pianificata freddamente dal comando tedesco. In primis, dal comandante germanico che il Tribunale Militare di Bologna nell'ottobre del '51 ritenne responsabile condannandolo all'ergastolo. Certo, tutto questo non toglie le responsabilità terribili di cui si macchiarono questi assassini di casa nostra. I quali però è doveroso puntualizzare, a differenza dei loro camerati tedeschi, tranne Reder e pochi altri, che indisturbati tutti fecero ritorno a casa propria e nessuno mai li cercò più, vennero nel '50 processati e condannati dal Tribunale di Perugia chi all'ergastolo, chi a lunghe pene detentive. Se non ricordo male, a mio giudizio ingiustamente, purtroppo beneficiarono "dell'amnistia Togliatti" tornando in libertà. È importante quindi tener presente che già allora, tribunali della neonata Repubblica Italiana avevano provveduto a processare e condannare i brigatisti neri di Carrara». Entrando in merito al fatto che Baroni chiedeva che il sindaco di Carrara Zubbani andasse a Vinca a chiedere scusa per quanto fatto allora da alcuni carraresi Oligeri sostiene «anche da Fivizzano provenivano ben tre di quei tetri militi delle Brigate Nere che operarono a Vinca, quindi anche il sindaco Paolo Grassi, dovrebbe chiedere scusa e perdono? Credo che i due sindaci, non debbano certo andare a Vinca ma piuttosto assieme all'amministrazione provinciale attivarsi per far giungere la loro voce, alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aja impegnata in questi giorni nel decidere in merito al ricorso presentato dalla Germania contro la nostra Corte di Cassazione con il quale la Repubblica Federale respinge il concorso nella responsabilità dei crimini commessi dalle proprie truppe in Italia».
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