Il Tirreno

«È l'ora di dirlo, Cavallucci ha fatto flop»

La manager Nicoli: gravi errori logistici, ideologici e concettuali

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 CARRARA. «Le recenti polemiche a distanza fra il critico Vittorio Sgarbi e l'assessore Bernardini, pur non condividendo i toni quando scadono in offese gratuite, hanno messo sotto gli occhi di tutti la questione che fino ad oggi troppo a lungo è stata nascosta e messa a tacere. La Biennale del 2010, i numeri parlano chiarissimo, è stata un flop clamoroso»: non usa certo giri di parole Francesca Nicoli, manager degli storici studi di piazza San Francesca, studiosa ed esperta d'arte. Un flop che, sottolinea in un suo ampio intervento, è innanzitutto nei numeri: «Totale biglietti staccati 4.000, quando la sola performance di Vanessa Beecroft, a spese zero, ha totalizzato più di 2.500 presenze in sole 4 ore».  «La linea del curatore Fabio Cavallucci è stata un disastro, e questo ormai possiamo dirlo chiaramente. Ma i motivi di questo fallimento sono anche banali, il primo è logistico, ed è scandaloso. Con notevole esborso dalle casse pubbliche restauriamo il Convento di San Francesco ed andiamo ad inaugurare, nel 2006, un Museo delle Arti Plastiche il cui nome altisonante sta a indicare la sua vocazione per il contemporaneo. Il genio di Cavallucci e con lui l'Assessore decidono invece di fare esplodere, anziché solamente la statua tradizionale, direttamente la Biennale. Abbandonano la sua sede naturale e deputata, e polverizzano la biennale in varie sedi sparpagliate nel territorio comunale e del tutto sconosciute anche al carrarese medio. Quanto ai visitatori da fuori città, dai mei uffici di San Francesco ho ricevuto almeno 4000 persone disorientate stanche e frustrate in cerca di informazioni su dove fosse la Biennale. Che faccio, mi metto a disegnare per ciascuno di loro una piantina di Carrara fino al mare? Questi certamente sono i 4.000 dispersi che a Carrara sono arrivati e che con grande delusione la Biennale non l'hanno trovata. I quali aggiunti ai 4.000 che alle sedi sono effettivamente pervenuti, fanno un totale di 8.000 visitatori che se non erro sono il numero totalizzato dalla onesta e ben più discreta Biennale 2008 di Francesco Poli». Ma secondo Francesca Nicoli «Il secondo e ben più grave errore di Cavallucci è di natura ideologica e concettuale, un controsenso mostruoso che posto a fondamento del suo progetto e mantenuto con coerenza ha dato i risultati che sappiamo. Lo sanno i cittadini di Carrara che sulle pagine di Flash Art la pubblicità della nostra Biennale alla vigilia della sua apertura era la grande veduta di un edificio diroccato con macerie, nuvole di polvere, sporcizia diffusa e modellini in creta spappolati un po' dappertutto? Dai banchi dell'Accademia e dalle colonne dei nostri giornali Cavallucci tuonava che il marmo è un materiale fuori moda, e che la sua Biennale avrebbe dato una rappresentazione tangibile alla vera decadenza di Carrara e della sua, una volta fiorente e gloriosa sui mercati di tutto il mondo, industria marmifera. Questa idea contro la quale personalmente e purtroppo solo in privata sede mi sono scagliata infinite volte con Cavallucci e anche con la Bernardini, è per la nostra città, semplicemente un autogoal. Lungi dall'essere un materiale desueto, il marmo fa letteralmente gola a moltissimi artisti contemporanei, i quali purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi... non possono permetterselo». E aggiunge: «Il quadro ideologico di riferimento di Cavallucci è vecchio e logoro e non rappresenta in maniera corretta i sommovimenti interni delle ricerche artistiche internazionali odierne. E lungi dal cercare di intrufolarsi nelle case di tutta la Carrrara bene, lo stesso Poli arrivò, e ben più elegantemente fece una biennale credibile e favorevole verso Carrara e il suo marmo, dando rappresentazione a quanti usano questo splendido e intramontabile materiale. Per piacere, diciamoci le verità e smettiamola di insistere sulla linea di Cavallucci. Sterziamo agilmente e al più presto verso altre direzioni di ricerca», conclude il suo affondo la manager degli studi d'arte Nicoli. M.B.

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