Il Tirreno

Cumuli di rifiuti al campo nomadi al Lavello

Due immagini dei rifiuti
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Due immagini dei rifiuti

E gli abitanti si lamentano: ci hanno fatto abbattere una baracca

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 CARRARA. Nuovo allarme sanitario-ecologico per il campo nomadi del Lavello. A segnalarlo un cittadino che, come testimoniano le foto, ha messo in evidenza che il cumulo dei rifiuti ammassati nel tratto di strada che porta all'insediamento vero e proprio, ha di nuovo assunto dimensioni significative. Il caso del campo nomadi, di cui da tempo si parla di un "superamento", rimane quindi un nodo irrisolto. «Per risolvere il problema dell'accumulo di rifiuti e detriti, vedremo di portare degli scarrabili - spiega il sindaco Angelo Zubbani - Noi proseguiamo nel monitoraggio costante di quel che succede, anche dopo che la finanza ha fatto emergere delle situazioni occulte, ad oggi possiamo dire che vi è una situazione di tregua. Noi continueremo da un lato a seguire, insieme alle forze dell'ordine i comportamenti dei residenti, e continueremo soprattutto, rispetto ai minori che rappresentano circa la metà dei residenti, le politiche di accompagnamento scolastico. Fermo restando che ho un mandato del consiglio comunale che, se si passa il segno, bisogna andare a un superamento del campo nomadi. L'argomento è sempre all'ordine del giorno, ripeto: da un lato, controllo costante; dall'altro, investiamo su politiche di inclusione e integrazione, anche se i risultati sono stati finora frustranti».  L'impressione è che comunque un "superamento" concreto non sia alle viste, tanto più nell'anno delle elezioni.  Fra l'altro, anche gli abitanti del campo nomadi stesso si lamentano: «Avevamo fatto domanda per avere i cassonetti, ma finora non li hanno portati. C'è gente esterna al campo nomadi che approfitta per portare qui di tutto, eppure eravamo pronti a dare una mano a tenere pulito. Il problema - aggiunge - è che proprio oggi (ieri per chi legge, ndr), le forza dell'ordine ci hanno fatto demolire una baracca che stavamo per completare e a cui mancavano solo le finestre. Sarebbe stata per dare un tetto ai nostri bambini, c'era anche il bagno. Perché non possiamo avere una baracca in più? Dove mandiamo i bambini a lavarsi». Nel campo nomadi ad oggi ci sono una decina di famiglie, per complessive circa settanta persone. M.B.

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