Sicurezza
Prostituta ferita, forse una terribile bravata
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IL LUOGO. Polizia e soccorritori in via delle Pinete dopo la sparatoria È stato sparato un colpo solo, gli inquirenti escludono l'ipotesi del racket
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MASSA. Una pistola di piccolo calibro e un solo proiettile che fende l'aria e colpisce una giovane prostituta. Gli uomini della Squadra mobile, guidati da Antonio Dulvi Corcione e coadiuvati da esperti balistici, hanno accertato che venerdì sera, in via Delle Pinete, è stato sparato un solo colpo. Gli inquirenti stanno passando al setaccio il mondo della prostituzione, ma si fa sempre più spazio l'ipotesi di una bravata. Il tipo di aggressione, infatti, non farebbe pensare al racket della prostituzione. Le modalità d'azione di chi tiene sotto scacco le ragazze sono ben altre: le si spaventa, minaccia, picchia ma senza dare troppo nell'occhio. La notte in via delle Pinete, invece, è stata movimentata, troppo perchè si pensi ad un "professionista". Tanto rumore e, in primo piano, il problema della prostituzione, le difficoltà di chi vive nelle zone in cui ragazze e viados adescano i clienti. Difficoltà su cui focalizza l'attenzione Filippo Menconi. Il segretario provinciale della Destra propone «un presidio fisso, ogni sera, in via delle Pinete. Un'automobile delle forze dell'ordine dissuaderebbe prostitute e clienti». Stefano Benedetti, consigliere comunale del Pdl, invece, scrive al ministro della difesa Ignanzio La Russa e a quello dell'Interno Roberto Maroni. Parla di un'emergenza sicurezza e arriva a chiedere l'intervento dell'eserciti. Quello di Benedetti non è un "j'accuse" alle forze dell'ordine, impegnate ogni giorno contro la criminalità: «La responsabilità - spiega - è di chi deve coordinare le varie attività». Il consigliere chiede un'ispezione ministeriale per verificare il radicamento del fenomeno prostituzione e si fa promotore di un incontro con il Prefetto per definire la situazione. Istituire divieti di transito nelle strade della prostituzione - spiega Benedetti - non sarebbe una buona soluzione, limiterebbe la libertà e contribuirebbe a creare ghetti. Chiede quindi un confronto alle autorità (anche nazionali) per delineare soluzioni condivise. C.S.
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