Il Tirreno

Nuovo esame per l'Unione dei Comuni

Gianluca Uberti
Il consiglio di Aulla si appresta a una nuova seduta rovente
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Il consiglio di Aulla si appresta a una nuova seduta rovente

Si prospetta un'altra bagarre nel consiglio convocato alle 18

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 AULLA. Questa sera, dalle 18, sarà nuovamente bagarre in consiglio? Si parlerà dell'Unione dei Comuni, l'ente che andrà a sostituire la Montana, tema che ha provocato l'affossamento della seduta consiliare di sabato 3 settembre, quando le opposizioni ebbero gioco facile nello sfruttare le assenze fra i banchi della maggioranza.  Infatti i cinque consiglieri di minoranza presenti si alzarono a scaglioni dai loro banchi per lasciare la maggioranza, ridotta a nove elementi, a riflettere sulle proprie lacerazioni interne.  Niente numero legale quindi, a causa di assenze di peso in maggioranza: infatti, non c'erano gli assessori Gildo Bertoncini (ex baraniano?) e Giovanni Schianchi (Pd di confessione "rigoniana"), i capigruppo di Vivere Aulla e di Futuro per Aulla, Alessandra Colombo (tra l'altro, vice presidente del consiglio comunale) e Roberto Petacco, e il consigliere Carlo Magrini, ma molti addetti ai lavori considerato "invisibile" visto che in consiglio lo si è visto molto di rado.  Probabilmente, però, questa sera non si verificherà un altro affossamento della seduta, anche perché l'esperienza insegna che dopo la tempesta c'è, quasi sempre, la quiete. E comunque se anche stasera non venisse dato il via all'Unione dei Comuni (occorre il voto favorevole di 14 consiglieri, pari ai due terzi dell'assise), sono già stati convocati due consigli per domani e dopodomani, sempre alle 18: in quel caso, basterebbero undici voti favorevoli, ma la votazione dovrà avere un esito speculare in entrambe le sedute.  Occorre sottolineare che il Partito Democratico si alterò non poco per le assenze illustri di sabato 3 settembre. Infatti, una polemica feroce venne sollevata dal capogruppo di Aulla Democratica, Ivan Martorini, il quale attaccò duramente la maggioranza di cui fa parte.  L'esponente del Pd, durante la discussione sull'atto costitutivo e sullo statuto dell'Unione dei Comuni della Lunigiana, lanciò il seguente j'accuse: «Questo è un momento importante, ma mi sento in difficoltà, poiché mi attendevo un po' di responsabilità in più da parte della maggioranza. È inutile nasconderselo, c'è confusione».  A scagliarsi contro l'amministrazione comunale fu anche Matteo Ratti, consigliere del gruppo di minoranza Idee in Comune: «Un'amministrazione che non è capace di fare i conti delle presenze al proprio interno, come può pretendere di essere in grado di governare un territorio?».  Da dire, comunque, che la nascitura Unione dei Comuni sta sollevando contrasti in molte amministrazioni: dopo il no assoluto di Pontremoli (giunta di centrodestra), da registrare le travagliate votazioni di Casola e Mulazzo, tanto per fare degli esempi.

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