Il Tirreno

Via Vitale, qui il prossimo disastro?

In alto: le palazzine mai terminate che creano un forte rischio frana e una veduta della strada per Arni
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In alto: le palazzine mai terminate che creano un forte rischio frana e una veduta della strada per Arni

Allarme per il rischio frana causato da un edificio mai completato

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 MASSA. Nessuno ha dimenticato la tragedia di Ognissanti quando (era l'inizio di novembre del 2010) la collina sopra Massa crollò, provocando tre morti e danni gravissimi. Da allora, qualcosa è stato fatto per rendere più sicuro il territorio. Non abbastanza: il dissesto del territorio è troppo diffuso e grave, i fondi per fare fronte ad esso non bastano, ci sono sollo, a malapena, per l'emergenza. Lo testimonia anche la situazione di pericolo in un tratto di di via Vitali a Mirteto (tra l'altro non lontano dall'abitazione del sindaco Roberto Pucci). Un pericolo "attestato" da una relazione dei vigili del fuoco e da un verbale dei tecnici del Comune che risale addirittura all'ottobre 2010 (cioè a un mese prima del disastro di Ognissanti). Ma che è ancora lì.  Qui sulle prime pendici della collina c'è un complesso immobiliare mai terminato, una decina di appartamenti realizzati dalla Fedo Elba Srl. società con sedi a Portoferraio e a Ronchi, autorizzati dal Comune nel giugno del 2005. Ebbene, quando piove, tutte le acque provenienti dal tetto dell'edificio vengono convogliate in parte nello scantinato dell'immobile stesso, in parte finiscono a valle, sotto forma di veri e propri ruscelli (quando la pioggia è più intensa) che invadono il viottolo sottostante che è comunale (si chiama vicolo via Torre Vecchia), e da qui in una proprietà privata (un terreno con abitazione). Il rischio è duplice: da una parte le acque si riversano su proprietà private provocando danni e disagi; dall'altra, in occasione di maltempo intenso e prolungato, gli scantinati riempiti di pioggia "esondano", provocando una specie di valanga d'acqua e terra verso valle. C'è «una evidente situazione di pericolo di smottamento della coltre detritica satura d'acqua e di un danno alle strutture degli edifici sottostanti», certifica il geologo del Comune Simone Fialdini nella relazione che fa seguito a un sopralluogo svolto sul luogo nell'autunno scorso.  Il tecnico di palazzo civico suggerisce anche una soluzione: «Si ritiene sia necessario - scrive nella sua relazione - raccogliere le acque meteoriche dai tetti e dalle superfici impermeabilizzate dell'intero complesso immobiliare e convogliarle nella vicina condotta della fognatura bianca, al fine di evitare ruscellamenti incontrollati lungo il versante e possibili fenomeni franosi».  Ma l'allarme arriva anche dalla "politica". È il consigliere comunale di Sel Cesare Lorieri a chiedere un intervento "rapido" dell'amministrazione per scongiurare il pericolo di danni.  «Siamo preoccupati, se non si provvede in tempi rapidi alla messa in sicurezza di questa zona, con la stagione autunnal e invernale ormai alle porte si rischiano crolli anche gravi», dice il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà. Che fa dunque appello all'amministrazione perchè affronti la situazione. «Bisogna anche intervenire - dice ancora Lorieri sui proprietari di quel complesso immobiliare per fare rimuovere anche un'altra causa del pericolo frane, e cioè fare sgombrare i materiali e i detriti del cantiere ancora lì e pulire il viottolo sottostante che, sul lato mare ha un'altezza di circa 3 metri ed è costituito da terra e sassi. Se non si eseguono lavcori di contenimento, c'è una grossa probabilità che quel viottolo crolli. E le conseguenze potrebbero essere gravi». C.F.

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