Sicurezza
Spari nella notte, ferita una prostituta
Chiara Sillicani
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La polizia sul luogo dove è avvenuto il ferimento Il colpo è partito da un'auto in corsa, la ragazza, una rumena di 22 anni, è ricoverata
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MARINA DI MASSA. Mezzanotte meno un quarto, via delle Pinete. Il rumore sordo di uno sparo e una ragazza ferita, una ventiduenne rumena. Per lei il venerdì serà non è all'insegna di pizza, birra e due salti in discoteca. Lei è in strada, tenta di "conquistare" clienti e racimolare soldi. Un proiettile fende l'aria e le si conficca nel braccio. Le amiche, le ragazze che con la giovane rumena condividono le notti sul marciapiedi danno l'allarme. Di fronte ad una tragedia sfiorata, vincono i timori, compongono prima il numero del 118, poi quello del 113: "Aiuto, hanno sparato ad una ragazza". I medici arrivano in un battibaleno: la ventiduenne è spaventata, il braccio le fa malissimo, ma non è in pericolo di vita (verrà comunque ricoverata). In via delle Pinete, a due passi dalla rotatoria su viale Mattei ci sono anche gli uomini della Squadra Mobile. A loro il volto di quella giovane ferita non è sconosciuto. Solo un paio di mesi fa hanno monitorato la zona, tenuta d'occhio centimetro per centimetro, nell'ambito di una maxi inchiesta che ha portato in carcere 10 presunti sfruttatori. Quel viso a Marina lo hanno già visto. Parte la ricerca delle tracce, anche nella strade vicine, per capire da dove sia partito qual colpo: lente di ingrandimento puntata in via Bondano a mare, una traversa del viale. Lì gli agenti cercano i bossoli per capire quanti colpi siano partiti e da dove. Qualcuno - almeno così risulta dalle prime ricostruzioni e dairacconti delle ragazze - avrebbe sparato da un'auto in corsa. Ma non c'è nessuno che confermi di aver visto quanto accaduto con i propri occhi e la ragazza non vuole sporgere denuncia. C'è di più: a mezzanotte è buio, si vede davvero poco e quello della prostituzione non è certo un mondo facile da conoscere ed interpretare. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Alberto Dello Iacono, sono affidate alla Squadra mobile, guidata da Antonio Dulvi Corcione, nessuna pista è esclusa. Sicuramente gli arresti dello scorso luglio hanno smantellato l'organizzazione e costretto alcune ragazze a rimanere nel giro senza "riferimenti". Non è escluso, quindi, che qualcuna abbia commesso un errore, abbia "invaso" la zona di un'altra organizzazione. Ma a questa si affinaca l'ipotesi B, la più dolorosa, quella di uno stupido e violento giochetto, quello di un inspiegabile divertimento: passi con l'auto a tutta velocità, punti l'arma e colpisci una ragazza. Di ventidue anni. Ipotesi, però, su cui gli inquirenti non si pronunciano: le indagini sono in piena attività e proseguono a tutto campo.
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