Il Tirreno

Ponte Magra protesta, troppi rumori

Il vecchio ponte sul Magra chiuso al traffico
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Il vecchio ponte sul Magra chiuso al traffico

Il Bailey provvisorio crea disagi al passaggio dei mezzi

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 VILLAFRANCA. Sono passati oltre dieci mesi dal fatidico 2 novembre 2010, ovvero il giorno in cui è stato chiuso il Ponte Magra e si è scelto la soluzione provvisoria del ponte Bailey.  Una soluzione che però ha creato sin da subito criticità, sia dal punto di vista della viabilità, dimezzata, visto che sul ponte provvisorio c'è il senso unico alternato, che dall'impatto che ha avuto il rumore prodotto dal passaggio delle auto, un frastuono costante che ha tolto la quiete a coloro che vivono nelle vicinanze. E proprio in difesa dei residenti è stato costituito il Comitato Ponte Magra, che raccoglie all'interno gli abitanti. Roberto Malaspina, fa il punto sull'attuale situazione: «Nulla per ora è cambiato, in questi mesi c'è stata solo la sostituzione delle assi, anche se è una soluzione che ha lasciato invariato il problema. Si poteva durante la sostituzione, apporre uno strato di gommapiuma più consistente, in modo che fosse attenuato qualsiasi suono».  Lo stallo perdurerà ancora per tre anni, visto che la Provincia deve ancora effettuare i lavori per la messa in sicurezza delle zone colpite dalle alluvioni del 2009 e del 2010. Ma questo immobilismo genera paura, infatti tra tre anni col nuovo decreto legge la Provincia sparirà e il ponte Bailey, da mera soluzione provvisoria, potrebbe diventare una costante.  «Noi - afferma Malspina - abbiamo richiesto un'opinione a tecnici esterni, che hanno confermato che con la stessa spesa, 250mila euro, si poteva trovare una soluzione definitiva, ovvero rinforzare l'arcata danneggiata. Questa opzione avrebbe richiesto un attesa di uno o due mesi, ma i residenti, a fronte di una risoluzione decisiva, sarebbero stati più accondiscendenti: la fretta è sempre una cattiva consigliera. Anche la Asl in una comunicazione in risposta all'esposto fatto dal comitato ha rilevato criticità dal punto di vista dell'inquinamento acustico, e questa continua esposizione al frastuono, sta creando problemi agli abitanti, togliendo loro il sonno e procurando stress. Bisogna perciò trovare una soluzione che possa garantire non solo il ripristino della viabilità, ma che soprattutto il quieto vivere ai residenti che non riescono a sopportare oltre una tale situazione».

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