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La Procura indaga sull'erosione Appalti nel mirino dei pm La Provincia: «Nessun errore»
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RUSPE. Un cantiere dei lavori contro lerosione Documenti e fascicoli controllati dai carabinieri Magnani: «Sempre pronti a collaborare. Presto la ripresa dei lavori»
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MASSA. Il caso dei geotubi finisce nel mirino della magistratura. I carabinieri si sono presentati più volte in Provincia e sui cantieri dei lavori anti-erosione per chiedere documenti riguardo ai lavori e, soprattutto, sulle procedure di gara. Sulla vicenda da parte della Procura c'è il riserbo più assoluto, anche perché le indagini sono ancora in corso. Al momento non ci sarebbero indagati. Intanto dalla Provincia arriva una risposta ai balneari: «Nessun errore sui lavori, dopo la stagione si riparte». La stagione si avvia alla fine e arriva il momento della resa dei conti sulla questione dell'erosione. Dopo l'attacco dei balneari, la provincia replica rassicurando sulla validità del progetto per salvare le spiagge. Intanto la magistratura apre un'inchiesta sulle procedure di appalto. L'inchiesta. Un esposto sulle procedure d'appalto per i lavori anti-erosione. Da quella denuncia sarebbe partita un'inchiesta da parte del Procura di Massa. I carabinieri si sarebbero recati più volte negli uffici della Provincia per raccogliere materiali sull'assegnazione dell'appalto. Controlli sono stati effettuati anche sui cantieri in spiaggia. In Procura bocche cucite sulla vicenda, visto che le delicate indagini sarebbero ancora in corso. Dalla Provincia arriva una conferma dell'indagine in corso. «I nostri uffici - spiega il vicepresidente della provincia Fabrizio Magnani - hanno dato e continuano a dare la massima collaborazione al riguardo, fornendo con regolartità tutta la documentazione che viene richiesta». Provincia e lavori. I balneari parlano di fallimento del progetto anti-erosione e chiedono un cambiamento di strategia. «Non condivido assolutamente queste affermazioni - reoplica il vicepresidente della Proivincia Fabrizio Magnani - i balneari non possono parlare di fallimento del progetto anti erosione. Alla luce di quella che è stata, negli ultimi anni, l'evoluzione della linea di riva, si può dire che i lavori fin qui eseguiti hanno portato, laddove terminati, l'assoluta eliminazione del processo erosivo; dove invece i lavori sono ancora da terminare si sono avuti benefici concreti che hanno permesso, tra l'altro il regolare svolgimento della stagione balneare nonostante il ripetersi di mareggiate». Dai balneari è arrivata la richiesta di lavori da eseguire al più presto possibile. Magnani rassicura anche su questo punto. «Se le condizioni del mare saranno buone - spiega Magnani - si ripartirà alla fine della stagione balneare». Magnani chiede di evitare «interventi superficiali basati su riscontri visivi o sensazioni soggettive»: all'università di Firenze è stato chiesto di anticipare il monitoraggio altrimenti previsto a fine lavori in modo di capire cosa sta accando. I balneari hanno manifestato sfiducia verso la ditta esecutrice dell'appalto. «A noi non risultano ritardi - replica Magnani - e per i materiali abbiamo chiesto analisi ad un'azienda di Milano. Se risultassero anomalie o ritardi nella consegna dei lavori nei materiali o un ritardo nella consegna dei lavori prenderemo le decisioni dovute».
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