Sicurezza
Salva l'ospedale, appello di Sel alla Scaramuccia
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L’assessore regionale Daniela ScaramucciaFivizzano, in vista della Conferenza dei sindaci l'invito all'assessore regionale
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FIVIZZANO. In previsione della Conferenza dei sindaci che il 6 ottobre per valutare e emanare il nuovo Pal (Piano attuativo locale) il circolo Sinistra Ecologia e Libertà "Mario Colonnata" ha scritto a sindaco e consiglieri comunali, assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia, Conferenza dei sindaci, direttore generale dell'Asl 1 e ai fivizzanesi una lettera di suggerimenti al fine di salvaguardare il presidio ospedaliero fivizzanese. Il Sel chiede che il Pal «non metta in discussione l'ospedale riconoscendone l'esistenza in quanto situato in un territorio montano, lontano dalle vie di comunicazione, oppresso da un sottosviluppo paragonabile a quello del sud, come riconosciuto più volte dal presidente della Regione, per due mandati assessore alla sanità». E in particolare chiede l'incentivazione delle attività con le seguenti modifiche: i reparti e il servizio di pronto soccorso con tutti i servizi diagnostici (ivi compresa la radiologia) devono essere perfettamente operativi per tutto l'arco della giornata e per tutti i giorni della settimana. Assunzione di un adeguato numero di medici anestesisti che consenta la realizzazione di turni per attività di terapia intensiva post-chirurgica, servizio di sala operatoria e di supporto al pronto soccorso. Conservazione dell'autonomia del reparto di pneumologia, in considerazione dell'aumentata incidenza delle malattie polmonari croniche e infettive oltre che della favorevole condizione ambientale nella quale si trova Fivizzano. Il Sel ricorda poi che «la stessa Regione Toscana ha sempre riconosciuto l'efficacia dell'attività di questo reparto e che il ventilato accorpamento del reparto con medicina rappresenta di fatto la sua chiusura». Altre richieste riguardano il mantenimento del servizio di radiologia insieme al laboratorio di analisi e al centro trasfusionale; completamento dell'organico medico in ortopedia per consentire lo svolgimento di attività di fronte a traumi, come previsto da protocolli regionali e dichiarazioni d'intenti; realizzazione della piazzola di elisoccorso in vicinanza dell'ospedale (vedi podere di zona est o altro sito limitrofo); completamento dei servizi distrettuali con nomina di specialisti Sumai o ospedalieri nelle branche carenti come neurologia, neurochirurgia, allergologia, medicina sportiva. E infine la richiesta che costruendo il centro riabilitativo Don Gnocchi «esso non venga considerato come compensazione del diritto alla salute che può essere attuato solo da una struttura ospedaliera autonoma e adeguata». M.L.
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