Il Tirreno

«Non so come sopravvivere»

Cinzia Carpita

Un padre disperato: disoccupato dopo 6 anni da bidello precario

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 CARRARA. «Sono il precario numero 123», così si definisce in base al posto in graduatoria. Ma se il posto resta in lista, il lavoro non ce l'ha più, a causa dei tagli nella scuola. Quest'anno la provincia perde 93 insegnanti e 37 bidelli: fra i secondi c'è anche Ezio Biggi, 52 anni, di Carrara.  Vedovo, quattro figli, e due ancora a suo carico, un affitto di 500 euro mensili della casa in città, e un futuro molto incerto, ora da disoccupato. «Come collaboratore scolastico, cioè bidello, ho lavorato per sei anni da precario con contratti annuali. Sono stato 4 anni all'Agrario di Soliera, poi al Palma di Massa e ultimamente al Pacinotti di Pontremli. Speravo di fare anche il settimo anno nella scuola, invece non mi hanno rinnovato il contratto. Forse dovrò trovarmi una casa con un affitto più basso, forse dovrò emigrare all'estero visto che qua in Italia per i precari non c'è futuro. Grazie al terzo anno di tagli nella scuola, sono rimasto a casa. yo nessun altro rinnovo. E in graduatoria sono 123esimo, rimasto fuori dalle 97 persone messe a ruolo per l'anno didattico 2011-2012. E' partita la class action di ricorsi a livello nazionale, con le contestazioni sui contratti: dopo tre rinnovi contrattuali il lavoratore dovrebbe essere assunto a tempo inderminato. Invece nulla. Ci sono sentenze favorevoli ai dipendenti, e su questa onda i ricorsi hanno preso forza, anche io ho fatto ricorso rivolgendomi all'ufficio legale di un sindacato, ho consegnato la documentazione un paio di mesi fa, ma i tempi sono lunghi».  E' una persona di grande dignità, non cerca elemosine, ma un lavoro stabile. «Ho a carico un figlio di 25 anni disoccupato da due anni, cioè da quando la ditta dove faceva l'elettricista ha chiuso. Un altro figlio di 17 anni, studia. Sono vedovo dal 2005. Come farò da ora a pagare l'affitto? A mantenere la mia famiglia? Il decreto salvaprecari, tutela il punteggio acquisito anche se non lavoro. Posso essere chiamato per delle sostituizioni a scuola, ma avverrà?».  Sta addirittura pensando di rimettersi sui libri di studio: «Sono diplomato geometra, rispolvererò i manuali per cercare qualcosa nel settore, anche se le aziende preferiscono i giovani. Intanto ho fatto l'iscrizione all'ufficio del lavoro come disoccupato dal primo settembre: mi dovrebbe spettare una indennità di disoccupazione, il 60% dello stipendio che era 1.100 euro compreso l'assegno per il minore».  Nel ricorso che ha presentato al ministero della pubblica istruzione tramite un legale, chiede il reintegro con rapporto di lavoro a tempo determinato (sulla base di tre rinnovi contrattuali avvenuti). «E pensare che in passato avevo un lavoro a tempo indeterminato in una cooperativa a livello nazionale nel campo dell'assistenza alle persone. Nel frattepo mi ero iscritto alle liste del provveditorato, perché in precedenza avevo fatto servizi da bidello con il Comune. Mi è arrivata la chiamata e l'ho accettata anche perché mi erano diminuite le ore in cooperativa».  E per sei anni ha fatto una vita da precario nella scuola, semrpe sperando nel lavoro fisso.  Oggi installerà un gazebo in piazza Matteotti «senza colorazioni politiche né sindacali, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione dei precari. Raccoglie firme, con una petizione da sottoporre alle istituzioni, in cui si parla di «tagli pesantissimi che hanno interessato tuti i setotir pubbnlici scuola compresa».  «Non si tratta di ragazzini alla prima esperienza ma molto spesso di persone di 40-50 anni che ora si trovano senza lavoro e con una famiglia da mantenere».  «Chiediamo a tutti gli organi istituzionali che si attivino per sanare questa grave situzione». Come lui, sono in tanti.

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