Finanza
Fossi chiusi, proprietari alle strette
Tombature abusive su Foscalino e Ronco, partono le multe
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MASSA. Continuano i controlli dell'amministrazine comunale sui fossi e corsi d'acqua del territorio con l'obiettivo di individuare "tombature" (cioè copertura dell'alveo) realizzate senza autorizzazione e di eliminare tali manufatti che vengono considerati una delle cause degli allagamenti e dei pericoli-frane. L'ordinanza 138 emanata dal sindaco nell'ottobre del 2010 (non a caso intitolata «misure a tutela dell'incolumità pubblica») impone ai proprietari dei terreni in cui vi sono canali tombati abusivamente di ripristinare lo stato precedente dei luoghi e quindi di rimuovere la copertura. I sopralluoghi dei tecnici di palazzo civico hanno riguardato, nelle settimane scorse, il fosso «Foscalino» e il fosso del Ronco. Dove sono state trovate diverse tombature ritenute abusive. Con conseguente avvio del procedimento previsto dall'ordinanza. Una decina i proprietari di terreni della zona che sono ora chiamati a provvedere. I proprietari hanno avuto tempo fino a fine 2010 per ripristinare i fossi. Visto che non lo hanno fatto parte ora l'«ordine» del Comune che impone di proccedere entro 60 giorni. Scaduto anche questo periodo, scatterà la denuncia alla procura della Repubblica. Nel frattempo, l'amministrazione appalterà il lavoro di ripristino a ditte specializzate che saranno pagate dal Comune che poi si rifarà sul proprietario colpevole dell'abuso. Ma già con la notifica di questo provvedimento, i proprietari dei terreni dei fossi Ronco e Foscalino tombati irregolarmente, saranno chiamati a pagare una multa - di 500 euro - per mancato rispetto dell'ordinanza. Questa «offensiva» fa seguito a una raffica di altre denunce-intimazioni che risale all'aprile scorso e che aveva riguardato una ventina di cittadini. In quell'occasione, presentando i risultati dell'operazione in una conferenza stampa l'assessore all'Ambiente Andrea Ofretti, il comandante dei vigili urbani Santo Tavella e il presidente della commissione Ambiente Agostino Incoronato ammisero, con logico rammarico, che pochissimi sono stati i cittadini che hanno colto l'opportunità offerta dall'ordinanza di mettersi in regola. Oggi le cose non sembrano cambiate.
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