Il Tirreno

Nuova emergenza. In vista un’altra serrata dei cancelli dell’azienda che ha ripreso quota dopo tante vicissitudini

Rifiuti, Costa e Aimeri ai ferri corti

Gianluca Uberti
La ditta Costa di Albiano Magra e a lato una protesta dei lavoratori davanti al Comune di Aulla
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La ditta Costa di Albiano Magra e a lato una protesta dei lavoratori davanti al Comune di Aulla

Il patron della ditta di Albiano: da 7 mesi aspetto i 250mila euro che mi devono

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 AULLA. Si profila una nuova emergenza rifiuti in Lunigiana? Dopo la crisi di giugno quando la prefettura scese in campo, ora è patron Mauro Costa a evocare nuovamente la serrata ai mezzi della Aimeri, la ditta che raccoglie rifiuti per conto della Montana in quasi tutta la Lunigiana.  Quasi tutti poiché Aulla e Pontremoli conferiscono i rifiuti direttamente ad Albiano Magra, quindi senza l'intermediazione della Aimeri.  Tornando all'intervento della prefettura dello scorso giugno, essa scese direttamente in campo nella "guerra" sui rifiuti che era in corso in Lunigiana, con la disposizione perentoria ai contendenti di smetterla di giocare con il fuoco della raccolta differenziata della spazzatura.  Questa volta patron Costa, interpellato telefonicamente, è più perentorio del solito: «Presto chiuderemo definitivamente i cancelli alla Aimeri, visto che questa non ci paga da febbraio e ci deve ben 250mila euro. Pertanto, se i Comuni lunigianesi che conferiscono i rifiuti tramite la Aimeri vogliono pagare di più per lo smaltimento in altri impianti, facciano pure» aggiunge sornione patron Costa, ben consapevole di vantare uno dei tariffari più competitivi sulla piazza.  Mauro Costa, quindi, lancia un messaggio chiaro: ai Comuni coinvolti: «Conviene pagare la Aimeri, che poi, a sua volta, pagherà la ditta Costa, piuttosto che rischiare di dovere pagare ancora di più in altri impianti di smaltimento».  Infatti, il dedalo dei rifiuti rimane intricato, fra Comuni più o meno morosi, ditte che si occupano della raccolta che non pagano (Aimeri), ditte che si occupano dello smaltimento che non vengono pagate e, di conseguenza, chiudono, come era accaduto a giugno, e tornano a minacciare di chiudere i cancelli al conferimento (Impresa Costa Mauro sas).  Risultato: rifiuti che potrebbero nuovamente accumularsi sui mezzi preposti alla raccolta e nei cassonetti.  Questo scenario era diventato realtà nel giugno scorso, facendo sì che il ciclo dei rifiuti sia ben lontano dal diventare virtuoso.  E pensare che Mauro Costa afferma che le cose ad Albiano Magra vanno bene, visto che vengono lavorate da 42 operai 250 tonnellate di rifiuti al giorno: erano 53 i dipendenti, ma gli undici che mancano all'appello «si sono ricollocati in altre aziende del settore o hanno raggiunto - conclude Costa - l'età per la pensione; non c'è più nessuno, invece, in cassa integrazione».  Ricordiamo che era stata la Cgil a sollevare per prima, nello scorso maggio, la questione del respingimento dei mezzi della Aimeri, che avevano trovato i cancelli della ditta Costa sbarrati ad Albiano Magra.

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