Sicurezza
Evasione, valanga di cartelle Ici
Gabriele Dini
Nel 2011 il Comune ha già incassato 560mila euro. Accertate 9000 violazioni
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MASSA. La parola più gettonata nel 2011 per i cittadini massesi? Una delle risposte più plausibili sarebbe "cartelle". Niente a che fare con la scuola però. Le cartelle con cui migliaia di cittadini massesi hanno avuto ed avranno a che fare in questi mesi sono quelle esattoriali. E così la vita degli evasori (in attesa che il Governo inasprisca sanzioni e norme) diventa sempre più dura. Nel mese di luglio gli uffici comunali hanno fatto recapitare a proprietari di case circa 5000 avvisi - per un valore di oltre 1.570.000 euro - per l'Ici non pagata. Ma questa è stata solo una prima tranche. Altri 2400 avvisi dello stesso tipo (la somma totale richiesta ai cittadini per questa mandata è di 600mila euro) sono arrivati il primo di settembre. E come fa sapere l'assessore alle finanze Alessandro Volpi, un'altra pioggia di avvisi - il cui numero non è ancora stato quantificato - cadrà sui sospetti evasori della tassa sulla casa entro la fine di ottobre. Tutte queste cartelle riguardano l'Ici inevasa dal 2011 fino al 2006 (l'ultimo anno per cui sono valide le contestazioni prima della prescrizione fissata per legge a 5 anni). Il gettito che il comune avrà da queste cartelle è difficile da prevedere. Molti cittadini infatti potrebbero far ricorso in caso riscontrassero imprecisioni nei documenti inviati dal comune (o se le violazioni contestate fossero più vecchie di 5 anni). Quel che è sicuro, come spiegano dall'ufficio Entrate, è che il comune di Massa ha già messo da parte un bel gruzzoletto. Nel bilancio preventivo per il 2011 dal recupero evasione dell'Ici era stato previsto un gettito di circa 450mila euro. Ma ad oggi quella cifra è già stata superata. Finora, infatti, i cittadini massesi cui sono arrivate le cartelle hanno versato circa 560mila euro. Ma la cifra sembra destinata a crescere. La Giunta ha già approvato una variazione di bilancio che ha portato la stima per tutto il 2011 a 700mila euro. «Ma è possibile - spiega ancora l'assessore Volpi ringraziando i suoi uffici per il lavoro finora svolto - che questa somma venga superata». La lotta all'evasione per Ici e Tarsu è uno dei pilastri indicati in tutti i progetti di Federalismo e nelle ultime manovre finanziarie per sopperire ai tagli imposti agli enti locali. «I comuni - spiega l'assessore Volpi - lo sforzo di recupero stanno cercando di farlo con i mezzi a loro disposizione. Ma secondo noi il Governo dovrebbe accelerare i tempi di attuazione del Federalismo dando ai comuni la possibilità di imporre tributi propri». Intanto il comune ha firmato una convenzione in accordo con Regione Toscana e Agenzia delle Entrate proprio per il recupero dell'evasione (soprattutto, in questo caso, la Tarsu). I controlli, tra l'altro, permetteranno di incrociare i dati su gas, acqua e rifiuti per scoprire affitti irregolari (anche per le seconde case) o addirittura al nero. Proprio per la Tarsu non pagata nelle scorse settimane il Comune ha inviato oltre 9000 cartelle a proprietari di prime o seconde case sul territorio massese tramite Equitalia. Da queste cartelle il comune potrebbe incassare fino a 2 milioni di euro. Intanto il Governo continua a cambiare la nuova manovra finanziaria. Ancora nebulosa la situazione riguardo all'Imu, la nuova imposta che dovrebbe colpire soprattutto le aziende proprietarie di immobili. «Il Governo - spiega volpi - voleva anticiparla al 2012 ma non è ancora chiaro cosa accadrà. In questo modo ai comuni non si dà il tempo di organizzarsi» Nelle ultime bozze è sparita la possibilità di mettere online i redditi di tutti i contribuenti. Idea che a Volpi non sarebbe comunque dispiaciuta come contrasto all'evasione. Come si ricorderà il primo a tentare una cosa del genere a livello nazionale fu, nel 2008, il ministro del governo di centrosinistra Vincenzo Visco.
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