Il Tirreno

Erosione, arriva lo scontro finale

Erosione, arriva lo scontro finale

Balneari sul piede di guerra: «Interventi immediati per le spiagge, basta errori»

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MASSA. Una «tumultuosa» riunione che ha portato a una bocciatura in toto del progetto per il ripascimento delle spiagge. I balneari si preparano così allo scontro finale con la Provincia. Aliboni: «Bisogna salvare il litorale». La stagione si chiude, ma inizia la battaglia. Il tesissimo incontro che si è tenuto martedì sera nella sede dell'associazione dei balneari Riviera Apuana ha portato al disseppellimento dell'ascia di guerra.

«I lavori non sono stati fatti come si doveva - attacca il presidente dell'asssociazione Roberto Aliboni (è lui che ha usato il termine tumultuosa per descrivere la riunione)- e dopo un anno si rattoppa ancora. Qui serve un cambiamento radicale, altrimenti possiamo dire addio alle spiagge e al turismo tout court».

I balneari hanno guardato i materiali raccolti da sommozzatori e rilevatori aerei per cercar di capire se i geotubi stanno lavorando bene per bloccare l'erosione. E la risposta è stato un no deciso. «Molti tubi sono strappati - spiega il presidente di Riviera Apuana - e le barriere non sono efficaci». Per questo Aliboni, a nome di tutta la categoria, chiede di prendere in considerazione la possibilità di realizzare anche delle barriere orizzontali per arginare la forza delle correnti.

«L'attuale progetto è nato vecchio - attacca ancora Aliboni - i dati su cui è stato basato l'intervento risalgono a dieci anni fa. Ma nel frattempo la situazione si è deteriorata. Pretendiamo subito un cambiamento del piano e del metodo di lavoro. Servono risultati immediati e non più rinvii». Dall'asssociazione arrivano anche forti critiche al personale che ha gestito tutto sia in Provincia, sia con la ditta che ha finora realizzato i lavori.

Aliboni chiede anche alla provincia di divulgare immediatamente i risultati del monitoraggio effettuato lungo la costa negli ultimi giorni. «Secondo noi - insiste Aliboni - i dati dovrebbero anche essere tradotti in un linguaggio comprensibile alla cittadinanza. Perché alla fine sono stati i loro soldi ad essere spesi. E perché è in ballo l'economia di tutto il territorio.

Ora basta negare l'evidenza, il progetto è stato un fallimento». Il progetto che ha portato all'installazioone degli ormai celeberrimi geotubi è finora costato oltre 18 milioni di euro. I balneari chiedono l'installazione di barriere orizzontali per bloccare la corrente.

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