Il dolore
Il pericolo delle aritmie
Un cortocircuito a livello cardiaco difficile da prevedere
Gian Ugo Berti
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MASSA. Quelle che vengono classificate come aritmie maligne sono la causa più frequente di morte improvvisa tra i giovani atleti. Il nome tecnico è displasia aritmogena del ventricolo destro. In pratica, il ritmo del cuore presenta una improvvisa accellerazione con perdita della normale attività. Un cambio di velocità così intenso da mandarlo in tilt, nel giro di pochi minuti, con un conseguente sfiancamento che può portare alla morte. Il pericoloo non riguarda però soltanto gli atleti, ma anche persone in pieno benessere e assoluto riposo: in sostanza, non è lo sforzo fisico a scatenere l'evento. Sul piano delle cure, ben poco si può fare data la rapidità evolutiva del disturbo. Si dimostra quindi una condizione clinica spesso fatale. Alla autopsia, si rileva il più delle volte la presenza di tessuto grasso nella parete muscolare del cuore che divide i due atri (le cavità superiori). È la presenza di questo tessuto diverso da quello muscolare a rappresentare il punto iniziale del cortocircuito elettrico della normale attività contrattile cardiaca. A livello preventivo non ci sono esami che, nel percorso delle indagini di routine, possano evidenziare con sicurezza la presenza di tale anomalia.
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