Attenzione
Lassociazione ad Avenza è commissariata da luglio, ieri la protesta con striscioni sulla sede
I volontari occupano la Misericordia
Luca Borghini
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La protesta alla sede della Misericordia di Avenza «Vogliamo lavorare ma l'assicurazione è scaduta», attività sospesa
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AVENZA. Non c'è tregua per la Misericordia di Avenza, dopo il commissariamento che è scattato lo scorso luglio, da ieri i volontari sono in "occupazione" nella palazzina di via provinciale Avenza Sarzana perché - come hanno raccontato - hanno scoperto che da mesi operavano senza la copertura assicurativa. L'ennesimo capitolo di una gestione in chiaroscuro che dovrà ora essere affrontata dal commissario Roberto Monciatti, nominato nel luglio scorso dal consiglio di presidenza della confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia. L'assicurazione sarebbe scaduta qualche mese fa e da allora i volontari operavano senza copertura rischiando di dover rimetterci in prima persona qualora fossero accaduti incidenti. «Abbiamo scoperto di non essere assicurati - spiega Sauro Del Padrone, un volontario - quando un nostro collega volontario dopo un infortunio ha presentato il referto del medico all'amministrazione della Misericordia». Senza assicurazione i volontari non possono operare, così da due giorni la Misericordia di Carrara ha sospeso tutti i servizi, dall'emergenza 118 ai servizi sociosanitari. Passare da 70-80 servizi al giorno, a non potere muovere nessun mezzo rischia di creare notevole difficoltà alla centrale operativa dell'Asl; al momento i servizi sono stati dirottati su altre associazioni del territorio, in attesa di capire se la Misericordia potrà a breve ricominciare l'attività. Con l'impossibilità di svolgere la propria attività, da ieri i volontari hanno deciso di "occupare" la villetta dove ha sede la Misericordia per far capire che loro desiderano riprendere al più presto l'attività. Hanno appeso striscioni alla sede. «Siamo disponibile ad autotassarci per rinnovare l'assicurazione - spiega un altro volontario, Enzo Bonanni - ma prima dobbiamo capire se possiamo farlo. Sia chiaro, noi vogliamo continuare l'attività, se c'è stato qualche errore nell'amministrazione non è colpa dei volontari». Tenere ferma l'attività alla Misericordia costa perché se non vengono svolti servizi, non ci sono entrate ma restano le spese per mantenere il parco mezzi (due ambulanze di ultima generazione, un automedica, tre pulmini e quattro auto) e pagare l'affitto della sede. Proprio pochi giorni fa, prima che emergesse il problema dell'assicurazione scaduta che ha determinato la reazione dei volontari, i revisori dei conti della confederazione delle Misericordie erano andati in sede ad Avenza per recuperare i libri contabili da analizzare assieme al commissario Monciatti. Infine i volontari lanciano un appello al primo cittadino Angelo Zubbani: «Vorremmo poter incontrare il sindaco, perché siamo una realtà importante per la città, non possiamo sparire».
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