Finanza
«Non pensate a me, ma a mio figlio Massimo»
◗
La salma del giovane portata via dalla casaIl padre omicida all'avvocato: ora devi difendere la sua memoria. Giuseppe Muracchioli è ai domiciliari da alcuni parenti, domani l’autopsia sul cadavere del figlio
2 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CARRARA. All'avvocato, e amico Paolo Barsotti, pochi attimi prima dell'interrogatorio di sabato notte, in quella casa dove aveva da poche ore ucciso il figlio, Giuseppe Muracchioli ha detto: «Difendi la memoria di Massimo, devi pensare a lui. Non darti pena per me». Una frase emblematica. Poche parole, pronunciate dopo una lunga crisi di pianto e un lieve malore.
Un segno tangibile dell'amore di un padre. Quel troppo amore per cui ha impugnato la sua calibro 7,65 e lo ha colpito in pieno petto, almeno cinque volte. Per mettere la parola fine alle sofferenze di quel suo ragazzone, che da anni era sprofondato nel tunnel della depressione. Uno stato psicologico di prostrazione, per cui da tempo si stava curando, che si era acuito dopo la fine dell'ultima convivenza, quella da cui (dopo un matrimonio fallito alle spalle da cui era nata una ragazza diciottenne) aveva avuto un bambino di tre anni. Quel figlio che aveva difficoltà a vedere e che ormai per lui era diventato un' ossessione.
La discussione con il padre Giuseppe, sabato sera, era nata, ancora una volta per questo. Si pè chius ain tragedia. Con il corpo di massimo crivellato di colpi. Quelli mortali lo hanno raggiunto al collo e al torace: l'emoraggia acuta gli ha provocato l'arresto crdiocircolatorio. L'autposia sarà eseguita domani (alle ore 14 e 30) all'ospedale Versilia. Ma intanto già ieir il medico legale Maurizio ratti ha svolto l'esame esterno del cadavere e degli indumenti e preparato un fascicolo con settanta foto. Oggi la salma sarà sottoposta all'esame radiologico per scoprire se ci sono bossoli «ritenuti» dentro al cadavere.
Intanto Giuseppe Murachcioli si trova in stato di femro giudiziario, dal pm Vito bertoni gli è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari: si trova a Marina a casa di alcuni parenti. L'accusa a suo carico è di omicidio volontario: sarà interrogato di nuovo nelle prossime ore. Ieri in serata, intanto, Giuseppe, ha ricevuto la visita del proprio legale, Paolo Barsotti.
Un segno tangibile dell'amore di un padre. Quel troppo amore per cui ha impugnato la sua calibro 7,65 e lo ha colpito in pieno petto, almeno cinque volte. Per mettere la parola fine alle sofferenze di quel suo ragazzone, che da anni era sprofondato nel tunnel della depressione. Uno stato psicologico di prostrazione, per cui da tempo si stava curando, che si era acuito dopo la fine dell'ultima convivenza, quella da cui (dopo un matrimonio fallito alle spalle da cui era nata una ragazza diciottenne) aveva avuto un bambino di tre anni. Quel figlio che aveva difficoltà a vedere e che ormai per lui era diventato un' ossessione.
La discussione con il padre Giuseppe, sabato sera, era nata, ancora una volta per questo. Si pè chius ain tragedia. Con il corpo di massimo crivellato di colpi. Quelli mortali lo hanno raggiunto al collo e al torace: l'emoraggia acuta gli ha provocato l'arresto crdiocircolatorio. L'autposia sarà eseguita domani (alle ore 14 e 30) all'ospedale Versilia. Ma intanto già ieir il medico legale Maurizio ratti ha svolto l'esame esterno del cadavere e degli indumenti e preparato un fascicolo con settanta foto. Oggi la salma sarà sottoposta all'esame radiologico per scoprire se ci sono bossoli «ritenuti» dentro al cadavere.
Intanto Giuseppe Murachcioli si trova in stato di femro giudiziario, dal pm Vito bertoni gli è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari: si trova a Marina a casa di alcuni parenti. L'accusa a suo carico è di omicidio volontario: sarà interrogato di nuovo nelle prossime ore. Ieri in serata, intanto, Giuseppe, ha ricevuto la visita del proprio legale, Paolo Barsotti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
