Il Tirreno

Giallo per un giovane trovato morto in casa: ha una botta in testa

Il medico legale dottor Ratti e, sopra, un’ambulanza
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Il medico legale dottor Ratti e, sopra, un’ambulanza

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BAGNONE. Dalla gioia di una serata trascorsa in allegria, con gli amici, alla tragedia di una vita spezzata a soli 31 anni. È quanto accaduto a Nicola Luciani, 31 anni compiuti lo scorso 29 luglio, che sabato sera è stato con gli amici a fare festa, prima alla Septemberfest, poi in altri locali, ed era stato accompagnato a casa in via Canal Del Rio. Con lui, la fidanzata, che - così ha raccontato agli inquirenti - è uscita di casa verso le 4,30 del mattino. Ieri, non sentendolo, e visto che non rispondeva al cellulare, ha deciso di andare a vedere cos'era successo. E lo ha trovato deceduto, a terra, nel tratto fra la camera e il bagno. Una morte che si tinge di giallo, perché sul cranio del giovane vi è il segno di una botta. Subito dopo il terribile ritrovamento, con la fidanzata di Nicola Luciani che ha subito gridato e chiesto aiuto, è arrivato il personale del servizio 118, e sono stati allertati i carabinieri. Il medico in servizio non ha potuto fare altro che constatare il decesso del giovane, un ragazzone che fino a poche ore prima era pieno di salute, donatore di sangue.  I carabinieri stanno svolgendo accertamenti, e cercano di ricostruire con precisione le ultime ore di vita del giovane carrarese. La magistratura ha aperto un'inchiesta, di cui è titolare il pm Bertoni, che ha dato subito incarico al medico legale dottor Maurizio Ratti di svolgere un primo esame esterno, in attesa di un'eventuale autopsia che sgombri il campo dai dubbi.  Proprio dal medico legale emergono i dubbi maggiori; in sostanza, da quanto emerso, è come se Nicola avesse ricevuto una botta nella scatola cranica. Quando è stato trovato cadavere, sarebbe stato rivolto con la testa verso il pavimento; sarebbe stato poi girato e così, con la schiena sul pavimento, sarebbe stato visto dal medico legale. Il ritrovamento risale alle 18,45 circa di ieri sera; il decesso invece sarebbe avvenuto fra le 10 e mezzogiorno di ieri, domenica. Tutto ruota intorno a quella ferita alla testa: in casa non ci sono segni di effrazione, e neppure di oggetti rubati. La cosa più logica è che il giovane carrarese, dopo essersi svegliato, abbia in qualche modo inciampato in qualcosa e poi sia caduto malamente a terra, picchiando con violenza la testa all'indietro; la morte potrebbe non essere stata istantanea, e avrebbe avuto il tempo di girarsi a testa in giù. Oppure... Oppure quella botta l'ha ricevuta. O ancora, altra ipotesi, potrebbe essere stato un qualcosa di congenito - in letteratura medica esistono simili casi - che all'improvviso gli ha provocato una rottura traumatica a livello vascolare che poi, è diventato un qualcosa di simile a una botta. Tutte supposizioni - a quanto emerge - che potranno essere chiarite solo stamani, quando il medico legale avrà tempo e modo di vedere con attenzione, all'obitorio, il cadavere dello sfortunato giovane.  Un ragazzone pieno di vita, esuberante, un cuore d'oro che appena poteva donava il sangue. Un giovane come tanti, ma che all'improvviso ha avuto la vita spezzata, gettando nello sconforto i suoi cari, i familiari e la fidanzata. Anche i carabinieri, come detto, stanno indagando su mandato del pm Bertoni per saperne di più. Dall'esame esterno di stamani, ed eventualmente dalla successiva autopsia, si potrà sapere con esattezza le cause del decesso del giovane carrarese. M.B.

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