Il Tirreno

Stangata d'autunno per l'Rc auto

Gabriele Dini
Palazzo Ducale, sede della Provincia di Massa-Carrara
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Palazzo Ducale, sede della Provincia di Massa-Carrara

Dopo le ferie gli automobilisti trovano un aumento del 3,5% dell'assicurazione

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  MASSA. Prima sorpresa del dopo-ferie per moltissimi automobilisti apuani. A regalare la prima, consistente, stangata autunnale - con un aumento della Rc auto del 3,5% - è stata l'accoppiata Provincia-compagnie di assicurazione.  Nei giorni successivi al Ferragosto coloro che avevano la Rc auto in scadenza a fine mese si sono visti infatti recapitare lettere dalle proprie compagnie assicurative.  Nelle missive si avvertivano i clienti che a partire dal primo settembre sarebbe scattato l'aumento del 3,5% dell'aliquota destinata alla Provincia. In parole povere sono aumentate le tasse - e, almeno stavolta, non i premi - da pagare sull'assicurazione auto.  La segnalazione dell'aumento raggiungerà comunque anche tutti gli altri automobilisti al momento di pagare la prossima scadenza della rata.  In alcune delle lettere inviate si consigliava ai clienti di pagare i premi prima della scadenza di inizio settembre per evitare - almeno per questo turno - il pagamento dell'aliquota aumentata.  Molte le telefonate di protesta giunte in redazione. «Non è giusto - protesta una signora - già gli autiomobilisti di Massa-Carrara sono penalizzati (qui si pagano le tariffe più alte della Toscana a causa dell'elevato numero di incoidenti ndr). Poi c'è stato l'aumento deciso dalle compagnie a inizio anno. E adesso arriva anche questo. Così si mette in difficoltà la gente».  La decisione di aumentare l'aliquota - cioè la percentuale di tassazione - è stata presa a inizio estate dalla giunta provinciale e poi ratificata dal consiglio. La possibilità di intervenire sull'aliquota (aumentandola o dimnuendola a discrezione dell'ente) è stata concessa dalle nuove norme sul federalismo fiscale (il cosiddetto Decreto sviluppo).  La provincia di Massa-Carrara - da tempo in difficoltà di bilancio a causa dei tagli - ha colto la palla al balzo ed ha deciso di aumentare questo tipo di tassazione fino al tetto massimo (cioè il 16%).  «In realtà - spiega l'assessore al Bilancio della Provincia Sara Vatteroni - l'aumento dell'aliquota riguarderebbe le compagnie di assicurazioni e non direttamente i cittadini. Purtroppo i continui tagli non ci permettevano altre strade». Naturalmente le assicurazioni non hanno perso tempo e hanno riversato l'aumento sui contribuenti.  Ma quanto frutterà questa nuova stangata alla Provincia? Le stime fatte dagli uffici di Palazzo ducale, nonostante le difficoltà ad avere cifre precise riguardo ai premi incassati dalle assicurazioni sul territorio apuano, ipotizzano un gettito di almeno 400mila euro solo per i restanti mesi del 2011.  Negli anni successivi gli incassi dovuti all'aumento dell'aliquota dovrebbero aggirarsi attorno a 1.200.000 euro.  L'aumento della tariffa è una prima conseguenza del cosiddetto Federalismo fiscale. La possibilità di modulare l'aliquota è infatti concessa dall'articolo 17 del decreto legislativo 68 del 6 maggio 2011 che include «disposizioni per l'autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province».  Secondo la delibera approvata all'unanimità dalla Giunta a inizio estate (e poi votata dal consiglio) parte delle spese verrà impiegata per la manutenzione di strade e scuole, soprattutto per l'adeguamento degli istituti superiori della Provincia alle norme antincendio.  L'assessore Vatteroni aveva anche detto di poter prendere in considerazione, in futuro, un'eventuale riduzione dell'aliquota. Ma solo se venissero mantenute le promesse del Governo di trovare nuove fonti di introiti per le Province. «Finora - spiega la Vatteroni - si sono rimangiati tutto lasciandoci nell'incertezza più assoluta. E anche il Federalismo non è stato completato». Per mercoledì è previsto un incontro degli assessori al bilancio di tutte le province italiane per cercare di tracciare un quadro della situazione.

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