Il Tirreno

«Paletti al Progetto Marinella? In primis da Legambiente»

I presenti all’inaugurazione di Azzurra Yachting
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I presenti all’inaugurazione di Azzurra Yachting

L'amministratore delegato Reverberi punta il dito su chi «deve smettere di remare contro»

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 AMEGLIA. L'inaugurazione della Azzurra Yachting e il suo legame con quello che potrebbe essere il più ampio Progetto Marinella, sicuramente farà sentire i suoi effetti. Ma già qualcosa si è mosso, almeno nelle dichiarazioni dell'amministratore delegato Giovanni Reverberi che proprio durante l'incontro ha sottolineato alcuni aspetti importanti (visti dalla Marinella spa) dello stallo del progetto stesso.  Insomma, per Reverberi esistono quelli che stanno «lavorando perché questo percorso si interrompa» e quelli che «possono liberare Marinella»: un progetto chiuso tra chi frena e cerca di rallentarne al massimo l'avvio e chi può farlo partire spedito.  «In primo luogo, relativamente a chi vuole bloccare tutto, mi riferisco sicuramente a Stefano Sarti e Alessandro Poletti di Legambiente che anche recentemente hanno sottolineato la necessità di prolungare le riflessioni sul futuro del progetto e che non ci sarebbe urgenza nell'avviare l'attività di sviluppo e riqualificazione del territorio. Ricordiamo che la situazione economica e finanziaria è nota a tutti, che le presenze turistiche sono in continuo calo, che il malcostume e il disagio vanno di pari passo con un degrado sempre più marcato e insostenibile. È anche capibile la strategia di chi, con la scusa di rimettere sempre tutto in discussione con la minaccia del dissesto e del disastro, sostiene la necessità di aspettare per non fare nulla. Comprendiamo ma non condividiamo».  «La nostra urgenza - continua Reverberi - non è quella di mettere in moto le ruspe ma quella di attivare quei tavoli di approfondimento e discussione delle soluzioni progettuali previsti dalla legge. È quello il luogo deputato per tutte le verifiche e per le eventuali richieste di approfondimento e per definire, così, in modo trasparente e condiviso, un progetto esecutivo. Siamo stati anche criticati per la presunta mancanza dei requisiti di sicurezza idraulica fondamentali. Gli abitati di Fiumaretta e Bocca di Magra sono gravemente esposti alle piene del fiume e la messa in sicurezza è uno dei cardini su cui il Progetto Marinella è imperniato e condizionato».  E allora chi dovrebbe «liberare Marinella»?  «Magari avessi la risposta giusta. Non si capisce proprio come dopo tanti anni siamo ancora nello stesso punto. Diciamo che tutti possono liberare Marinella, dai politici, a chi lavora, a tutti i cittadini. Il mio appello "chi può faccia qualcosa per liberare Marinella" è stato un invito a fare il gioco di squadra per arrivare al gol, cioè unire le forze e dare a questo territorio un nuovo volto, un'opportunità seria di rilancio. E quindi chiedo a chi ama questo territorio se intende aspettare o se ritiene opportuno procedere allo sviluppo di un progetto di riqualificazione che è già stato approvato in conferenza preliminare da tutti gli enti coinvolti. Purtroppo non ci possiamo più permettere di aspettare come chiede chi vuole bloccare il progetto». F.R.

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