Sicurezza
Guerra delle poltrone, Mulazzo si accoda
Spaccatura a sorpresa per il sì allo statuto che annullerà la Montana
2 MINUTI DI LETTURA
MULAZZO. Come accaduto a Fivizzano, il centrosinistra non ha avuto la forza di approvare al primo colpo lo statuto della costituenda Unione dei Comuni e domani in consiglio andrà in onda la replica. Anche a Mulazzo è dunque mancata la maggioranza dei 2 terzi necessaria per l'approvazione dello statuto. E a seguito di quanto accaduto, scatta pronta la critica dei consiglieri di opposizione Fausta Bestazzoni, Ornella Boccardi, Carla Sarti ed Emanuele Malatesta che polemicamente sostengono «è mancata la maggioranza dei 2/3 che le urne avevano a suo tempo garantito e che poi, tra mille colpi di scena e per tanti motivi, si è dispersa nel tempo». E qui raccontano quanto avvenuto in consiglio comunale: «È stata decisiva un'assenza, a seguito della quale è stata decretata la diffidenza rispetto a un progetto che non fatichiamo a definire vergognoso. voler rifare a tutti i costi la Comunità montana così com'era, dopo che per la stessa è già stata ufficializzata la fine, e anzi peggiorandola ancora di più, non può che indignare enormemente». Si ricorda poi che «l'opposizione lo ha dichiarato con chiarezza anche presentando un ordine del giorno che chiedeva di stoppare questo scellerato processo andando piuttosto nella direzione di una Unione dei Comuni costruita sul modello della Conferenza dei sindaci. Ordine del giorno che è stato respinto adducendo motivazioni politicamente risibili». Scatta quindi la polemica «ma la voglia di potere e di poltrone di questo centrosinistra, anche a Mulazzo, è enormemente più forte del buon senso e del buon gusto. Al punto di andare oltre ogni bisogno reale della gente, che pure rimane esterrefatta da questo comportamento». Bestazzoni, Boccardi, Sarti e Malatesta sostengono poi che «il tutto è ancor più grave se si pensa che anche il consiglio regionale, per iniziativa dell'assessore di centrosinistra Nencini, sta per portare in approvazione, a ottobre, una proposta di legge che riordinerà le autonomie locali. Perché dunque non aspettare almeno quella riforma? Perché tanta ostinazione?" E anche una risposta plausibile della stessa opposizione «semplice, perché si teme che una volta fatta la riforma qualche "posto" comodo e un certo assetto di potere vengano a mancare, quindi bisogna intervenire prima!». Per la minoranza dunque il suggerimento è «perché, non fare subito un'Unione seria e snella come la Conferenza dei sindaci. La risposta è sempre la stessa: anche a Mulazzo, dove pur nella difficoltà politica che vive la maggioranza, pur nella consapevolezza della scandalosa scelta che si va facendo, domani si replicherà e si procederà come se nulla fosse, alla faccia dei cittadini che, come al solito, saranno chiamati a pagare le decisioni sbagliate di questo centrosinistra». M.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google